Maggiorazione contributiva invalidi per andare in pensione: quando?

Quali sono i benefici di pensionamento per un lavoratore con invalidità e quali, invece, sono le alternative per la quiescenza? Maggiorazione contributiva invalidi.

Per i lavoratori invalidi esistono diversi benefici che permettono un pensionamento anticipato. Mentre, però, la pensione di vecchiaia anticipata, che permette l’accesso alla quiescenza a 56 anni per le donne e a 61 anni per gli uomini, è limitata soltanto a coloro che hanno un’invalidità pari o superiore all’80%, la maggiorazione contributiva invalidi spetta a tutti coloro che hanno un’invalidità certificata superiore al 74%.

Maggiorazione contributive invalidi pensione

Un nostro lettore ci chiede:

Ho 61 anni ho 38 anni di contributi versati ed ho un invalidità riconosciuta al 75 % quando quando posso andare in pensione. Grazie 

Come le anticipavo sopra, non rientra nella pensione di vecchiaia anticipata poichè la misura è riservata ad invalidità pari o superiori all’80% ma rientra nella maggiorazione contributiva per invalidi che è riconosciuta per invalidità superiore al 74% (ed avendo lei il 75% vi rientra).

La maggiorazione permette di vedersi riconoscere, dietro presentazione di specifica domanda, 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno effettivamente lavorato con l’invalidità richiesta fino ad un massimo di 5 anni di contribuzione figurativa.

Lei non mi specifica da quanti anni le è stata riconosciuta l’invalidità al 75% e, quindi, non posso dirle se con la maggiorazione contributiva potrebbe arrivare fin da subito alla pensione anticipata (che richiede per gli uomini 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne un anno di contributi in meno).

In ogni caso, facendosi il conto di 2 mesi per ogni anno lavorato con invalidità ha grossomodo la maggiorazione spettante che in qualche modo la avvicina al requisito contributivo necessario per accedere alla pensione anticipata.

In alternativa, se compie i 62 anni entro la fine del 2021 potrà presentare richiesta di pensionamento con la quota 100 che richiede, appunto, 62 anni di età unitamente a  38 anni di contributi che lei già possiede. In questo caso, però, deve tenere presente che è richiesta una finestra di attesa per la decorrenza della pensione che è di 3 mesi dal raggiungimento di entrambi i requisiti, se lavora nel settore privato, mentre è di 6 mesi se è un dipendente del pubblico impiego.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.