Maggiorazione contributiva non vedenti pre e post 1996: le differenze

Maggiorazione contributiva non vedenti, cerchiamo di capire come funziona e quando spetta ai lavoratori con cecità assoluta.

Dal 1985 per i lavoratori non vedenti è prevista una maggiorazione contributiva di 4 mesi per ogni anno lavorato con cecità utile solo al fine del diritto alla pensione de dell’anzianità contributiva (non valida, quindi, per il calcolo della stessa). I 4 mesi di contribuzione figurativa destinati ai lavoratori non vedenti, quindi, permettono di raggiungere prima la pensione  ma non concorrono al calcolo della stessa.

Maggiorazione contributiva ciechi assoluti

Un nostro lettore, cui avevamo già risposto in un precedente articolo, ci chiede un’ulteriore precisazione:

Gent.ma dott.ssa P. Del Pidiola ringrazio per il sollecito, cortese e preciso riscontro, anche se lo stesso contiene solo parzialmente il chiarimento ai dubbi partecipateli. Questo non per sua mancanza, che ha risposto egregiamente a quanto chiestole, ma per non averle posto correttamente la domanda, incompleta di quanto le permettesse di farla riscontrare.

Se non le è di fastidio, la riproporrò integrata,di quanto dimenticato di precisare precedentemente.  Sono un cieco assoluto, che lavora nel privato ed ha diritto ai contributi figurativi previsti dalla L. 113/85, art. 9, comma 2, interpretata autenticamente dalla L. 120/91 art. 2., da non confondere con quelli previsti dalla L. 388/00, art. 80, comma 3, per gli invalidi civili.

Precisazione doverosa, non per lei ma per chi avrà modo di leggere, visto che integra le risposte con le nostre domande e potrebbero incorre in quell’errore che mi è capitato di riscontrare anche da chi non dovrebbe assolutamente incorrervi. La mia pensione dovrà essere calcolata con il sistema misto, ed essendo in fase di fare il grande passo, nell’informarmi, mi è stato detto che i contributi figurativi fino al 31 dicembre 1995, calcolati col sistema retributivo, saranno conteggiati sia ai fini dell’;anzianità contributiva che per il calcolo della pensione. Mentre, quelli dal 1° gennaio 1996 a tutt’oggi, calcolati con il sistema contributivo, saranno conteggiati solo ai fini dell’anzianità contributiva e non del calcolo della pensione, nonostante le leggi di cui sopra non hanno subito modifiche nella parte che qui ci interessa.

Pur cercando di comprendere, non mi è riuscito di trovare da nessuna parte,una risposta al perchè gli stessi contributi, da riconoscere alla stessa persona e con la stessa modalità, per cui è cambiato solo il sistema di calcolo vengono riconosciuti in maniera del tutto differente, svuotandoli quasi del tutto del loro vero contenuto.  Se le fosse possibile oltre che comprendere, gradirei sapere se c’è una circolare INPS che lo chiarisce o qualche normativa che lo dispone, magari indicandomene gli estremi per valutare eventuali azioni da intraprendere. La ringrazio della sua sicura e chiara risposta di cui resterò in fiduciosa attesa, cogliendo l’occasione per porgerle distinti saluti ed ancora le più sentite scuse per la domanda incompleta con cui le ho fatto perdere del tempo prezioso.

La differenza tra maggiorazione contributiva invalidi e la maggiorazione contributiva non vedenti è sostanziale. Forse le hanno riferito informazioni errate perchè, così come si legge sul  sito dell’INPS sotto la voce “maggiorazione contributiva non vedenti” si specifica che ” il beneficio di 4 mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva”. Non si parla, quindi, di utilizzo di tale contribuzione figurativa ai fini del calcolo della pensione. 

E’ pure vero che si fa una distinzione ancora tra sistema contributivo e retributivo che le andrò a spiegare (e che in qualche modo va ad incrementare anche la pensione spettante).

La legge cui si riferisce la maggiorazione contributiva per non vedenti prevede la maggiorazione dell’anzianità contributiva del lavoratore non vedente di 4 mesi per ogni anno effettivamente lavorato (non si riferisce, quindi, a periodi di riscatto o di versamenti volontari) con il possesso del requisito sanitario richiesto.

Quale differenza tra sistema retributivo e contributivo?  Questa potrebbe essere la lecita domanda. Mentre per il sistema retributivo la normativa di riferimento resta quella sopra descritta, per i contributi ricadenti nel sistema contributivo, così come chiarisce la circolare INPS numero 73 del 14 aprile 2017 (può prendere quella come riferimento legislativo) si chiarisce che “per le anzianità contributive che concorrono alla determinazione della pensione c.d. contributiva, la maggiorazione si concretizza in un incremento del coefficiente di trasformazione relativo all’età pensionabile in misura pari a 4 mesi per ogni anno di servizio effettivamente prestato in concomitanza con il possesso del requisito sanitario richiesto” e che  “Nulla è innovato per quanto concerne l’attribuzione del citato beneficio, per la quota di pensione liquidata con il sistema retributivo.”.

Cosa cambia quindi? Per quel che riguarda il sistema retributivo ogni anno lavorato con il requisito della cecità viene incrementata da 4 mesi di contribuzione figurativa validi solo al diritto alla pensione.

Con il sistema contributivo, invece, la maggiorazione ha effetto sull’età applicabile ai coefficienti di trasformazione che crescono con il crescere dell’età (rendendo la pensione più “ricca”).

Per i contributi versati, quindi, nel sistema contributivo (successivi al 1996 se al 31 dicembre era in possesso di meno di 18 anni di contributi, in caso contrario a partire dal 2012) si incrementa non l’anzianità contributiva con contributi figurativi, ma l’età anagrafica applicabile ai coefficienti di trasformazione.

Non so se sono stata abbastanza chiara ma nel testo le ho allegato anche la circolare INPS di riferimento.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.