Progetto Pet Therapy: la rivoluzionaria iniziativa attivata dal liceo statale “Enrico Medi”

Abbiamo assistito ad una seduta del progetto Pet Therapy per studenti con sindrome dello spettro autistico, con disabilità intellettiva, sensoriale e normodotati, adottato nel “Liceo Enrico Medi” di Cicciano in provincia di Napoli.

Visto i risultati ottenuti e l’accoglienza avuta dai ragazzi del gruppo, abbiamo fatto quest’intervista per dare valore ad un progetto che potrebbe essere adottato in tutte le scuole. 

Il Dirigente, Prof. Amato Pasquale, del Liceo statale “Enrico Medi ” di Cicciano (NA), ha accettato questo progetto di Pet Therapy, regalando emozioni ai suoi alunni speciali. 

La referente di questo progetto Pet Therapy, è la professoressa Nunzia Coppola che in collaborazione con l’associazione “Genitori del Sud” e l’operatrice Pet Therapy Antonietta Sorrentino, che per  la prima presso il liceo scientifico  Enrico Medi di Cicciano, lo hanno sperimentato.

Abbiamo posto alcune domande alla professoressa Nunzia Coppola.

Perché questo progetto?

Perché la platea scolastica comprende dei ragazzi che hanno delle specificità diverse dalla massa degli studenti, quindi abbiamo cercato di individuare delle strategie per arrivare ai ragazzi, per proporre una didattica che potesse essere anche di supporto alla loro crescita emotiva, perché con la scelta del cane, noi andiamo ad adottare dei linguaggi speciali. Linguaggi che non sono linguaggi tradizionali, i cosiddetti linguaggi non verbale. Ecco perché la necessità di individuare delle figure professionali che potessero aiutarci in questo compito. L’idea del progetto partiva proprio perché era necessario offrire ai nostri studenti diversi per apprendere e crescere.

Il vostro progetto di Pet Terapy nella scuola, quale adesione ha avuto e che ostacoli ha dovuto superare, è stato ben accettato dall’istituzione scolastica?

Quando abbiamo deciso di proporre questo progetto, in prima battuta abbiamo parlato con i genitori per vedere la loro adesione, effettivamente abbiamo ricevuto un riscontro positivo dai genitori dei ragazzi con una sensibilità particolare. Il dirigente Pasquale Amato dirigente, ha accettato di buon grado questa proposta formativa e ci ha dato il consenso e l’autorizzazione a poter procedere.

Abbiamo posto delle domande anche all’Associazione Genitori del Sud

Abbiamo chiesto alla dottoressa Felicetta Lombardi, in cosa consisteva l’associazione Genitori del Sud

“L’associazione Genitori del Sud rappresenta tutti i genitori, dove l’unica caratteristica distintiva è trovarsi al “Sud” di qualcun altro. Troppo spesso “Sud” vuol dire mancanza, mancanza di strutture atte ad accogliere i bisogni di famiglie , mancanza di spazi dove poter portare i propri figli. Mancanza di interazione fra le diversità che si incontrano nel cammino, mancanza di proposte volte ad abbattere le barriere architettoniche e psicologiche.  Genitori del Sud nasce con l0intnto di essere un ponte frale varie strutture pubbliche e scoiale ed essere a  casa di risonanza per chi Voce non ha.”

Perchè promuovere interventi in cui ai ragazzi viene chiesto di essere Tutor nel sociale? Soprattutto perchè in un liceo Scientifico?

Crediamo fortemente che per poter aver un modo diverso bisogna iniziare da sé stessi, i ragazzi sono l’anima del cambiamento perché loro hanno occhi nuovi per guardare il mondo, ma noi da adulti dobbiamo indicare cosa guardare e a cosa fare importanza ed oltre al tempo lavoro bisogna ricordare loro che esiste il tempo sociale.

L’associazione promuove da tempo azioni laboratoriali centrate sulle emozioni ed il venir fuori di queste.

Laboratorio di Teatro, laboratori di Manualità (lavori  a maglia e cucina per adesso), ed in ultimo ma non ultimo, grazie alla collaborazione con l’operatrice Antonietta Sorrentino, abbiamo conosciuto un alto modo di raggiungere le emozioni dei bambini e dei ragazzi, un cane come motivatore emotivo.

Concludo dicendo che i giovani Tutor stanno imparando che la cosa più preziosa che hanno è il loro tempo e come possono utilizzarlo per far bene a se stessi e agli altri. Abbiamo portato la Banca del Tempo  Sociale dove ognuno dà un pò del suo tempo e si arricchisce del tempo dell’alto.

Per maggiori informazioni o spiegazioni sui vari progetti, è possibile contattare l’associazione:

Persona di contatto: Caterina Giaquinto cel. 3385300468 tel. 081 5125723

Email Organizzazione: [email protected]  – Sito web: http://genitoridelsud.blogspot.it

Abbiamo posto delle domande all’operatrice Pet Therapy, Antonietta Sorrentino che non svolge un lavoro ma una passione di vita

Antonietta Sorrentino, specializzazione operatore di Pet therapy ovvero interventi assistiti con gli animali, ha associato alla sua preparazione una serie di corsi per essere preparata ad ogni tipo di utenza.

Mi spieghi che co’è la Pet Therapy

“La Pet therapy è molto strutturata non è semplice da spiegare, perché è un progetto che si basa sulle emozioni, e non è facile spiegare un’emozione, non m i risulta semplice e inoltre la Pet Therapy si divide in attività assistita con gli animali, educazione assistita con gli animali, formazione e terapia assistita con gli animali,  si prepara un progetto con dei precisi obiettivi, io mi ritrovo sempre a strutturarla a seconda dei soggetti che ho davanti”.

“Gli obbiettivi cambiano a seconda dei soggetti che mi trovo difronte, a seconda delle esigenze che ho a trasferire delle emozioni o nozioni ai ragazzi. In realtà il progetto prevede tantissimi obiettivi la cosa principale è che i miei progetti si basano sulla parola “rispetto“, a prescindere dall’età, dalle sue attitudine, cerco sempre di basarla sul rispetto.Io lavoro con ragazzi speciali, io mi baso sulla parola diversità, e nel caso in cui mi trovo con un’esigenza normodotata, io utilizzo il cane, per far capire che  il cane ha la nostra stessa abilità.

Io presento i miei progetti sia nelle scuole elementari che nelle materne e superiori.

Che tipo di ragazzi abbiamo in questo gruppo, di quali patologie parliamo?

In questo gruppo abbiamo una ragazza con una disabilità un forte, autistica con un lieve ritardo, e quindi l’integrazione c’è stata, con grande soddisfazione, ma in questo caso è stato più difficile, perché vanno fatti interventi mirati, non di gruppo ma degli interventi singoli.

Con gl’altri ragazzi speciali, abbiamo lavorato sulle emozioni, perché hanno proprio difficoltà ad esprimerle, sono chiusi, sono timidi.

Che studi bisogna fare per diventare terapista del Pet?

Le rispondo come mi ha risposto il mio docente psicoterapeuta: avere attitudini personali

Di quali cani vi avvalete durante la vostra attività? Sono cani addestrati per questo progetto? Che tipo di cane è adatto, un cucciolo o una particolare razza?

I cani che vengono scelti per quest’attività devono essere docili, pazienti, non c’è bisogno di scegliere una ragazza ben precisa, io ad esempio ho impiegato i labrador, perché si prestano a fare quest’attività.

Sono stati addestrati?

Sono stati educati da me, non addestrati, sono io che educo i bambini. In realtà si pensa che il formatore di pet therapy debba essere un addestratore o un domatore di leone, “no” in realtà l’operatore del pet therapy deve avere una formazione verso gli esseri umani che verso i cani. Come già ho spiegato il lavoro con i miei cani e devo avere un ottimo rapporto con i miei cani, si prestano ed hanno pazienza nella manipolazione. Un’altra caratteristica fondamentale è la prevedibilità, non tutti i cani sono prevedibili in tutte le circostanze. Molti ragazzi hanno una manipolazione forte, ragazzi atipici, e quindi alcuni cani potrebbero agire male, mordere, mentre Sofì e Camì sono abituate. Camilla svolge questo lavoro già da due anni e la piccola Sofì, la figlia che ha un anno e mezzo, me la porto dietro da quando aveva 7/8 mesi, conoscono già la scuola, si fermano nell’aula giusta, aspettano i bambini. Sono stata fortunata ad avere due cani fantastici ma bisogna essere bravi e nel pieno rispetto di entrambi.

Quindi i cani sono tuoi?

Si i cani sono miei, e io lavoro solo con i miei cani e non con cani altrui. Ed è per questo che mi formo sugli umani e non verso i cani, perché io conosco bene i cani e cani conoscono me e fanno quello che io gentilmente gli chiedo.

Come riescono i ragazzi di scuola, nel caso specifico parliamo di ragazzi che frequentano il liceo, con un nuovo ambiente, nuove amicizie, a raggiungere una maggiore interazione tra ragazzo, ambiente e socializzazione tra loro stessi?

Si facilita con il cane. In realtà il cane è un facilitatore dei rapporti sociali, perché crea un ambente rilassato, infatti,in un ambiente precedente io ho creato una partita di pallone sempre grazie la mio operatore con la coda, Camilla, chiedendo di comunicare tra di loro, creando un ambiente giocoso, rilassato.

Ho molto paragonato, in questo percorso, il linguaggio del corpo, perché avendo ragazzi atipici con un comportamento socialmente atipico, sono chiusi, si creano loro delle problematiche sociali che non ci sono, si creano dei blocchi psicologici, spronandoli sull’osservazione del linguaggio del corpo, con i cani e persone, creando un rapporto diverso con amici e rispetto con gli animali.

Per informazioni sul lavoro dell’operatrice Pet Therapy, Antonietta Sorrentino, è possibile chiamare al n. 3335278263.

La comunicazione tra i ragazzi speciali

L’operatrice Antonietta Sorrentina, mi ha molto colpito, nei suoi occhi ho letto la passione per questo lavoro, l’ho vista con i ragazzi, con i suoi cani, e sono rimasta molto colpita.

Mi ha colpito molto vedere giocare i ragazzi speciali con Camì e Sofì, e  giocavano in gruppo e si aiutavano tra loro. Un lavoro fatto con passione che dà i suoi frutti e regala emozioni.

Galleria delle foto del progetto Pet Therapy

Antonietta Sorrentino Pet Teraphy

Redazione NotizieOra

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