Malattia dipendenti pubblici e decurtazione dello stipendio anche nei casi di depressione?

Assenze per malattia dipedenti pubblici, subiscono la decurtazioni dallo stipendio dei primi 10 giorni, anche per la diagnosi di depressione?

Abbiamo trattato l’indennità di malattia per i dipendenti pubblici e la decurtazione dei primi 10 giorni di assenza, per i quali viene corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento e ogni trattamento accessorio. La normativa di riferimento che regola la malattia dei dipendenti pubblici è il  Decreto-legge n. 112/2008 articolo 71 entrato in vigore il 25 giugno 2008.

È possibile leggere qui la guida completa: Malattia dipendenti pubblici: decurtazione 10 giorni, incidenza TFS e pensione, esami e congedo cure (guida completa)

Decurtazione indennità di malattia anche per depressione?

Una lettrice ci pone la seguente domanda: Buonasera, mio marito avrà una decurtazione del 90% sullo stipendio. I prossimi 3 mesi per causa malattia dovuta a post-intervento. In caso di diagnosi con depressione a seguito dell’intervento subito la riduzione stipendio ci sarebbe lo stesso? Grazie

Casi specifici in cui non viene operata la decurtazione dello stipendio

La normativa specifica che la decurtazione viene sempre operata, tranne in alcuni casi specifici, ed esattamente:

  • periodi di assenze dovute ad infortuni sul lavoro riconosciuti dall’INAIL;
  • assenza per  malattia per  causa di servizio riconosciuta dal Comitato di Verifica per le cause di servizio;
  • assenza per ricovero ospedaliero in strutture pubbliche o private. Ricovero domiciliare certificato dall’ASL o struttura sanitaria competente, purché sostitutivo del ricovero ospedaliero;
  • assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita, sono compresi nello specifico i gironi di ricovero, lo svolgimento di terapie e le assenze per visite specialistiche;
  • assenze per  day-hospital o Macroattività in regime ospedaliero.

Malattia e assenze protratte

La normativa chiarisce che le assenze “protratte”, nello specifico i  periodi continuativi che complessivamente superano i dieci giorni, anche a seguito di proroga di un’assenza inizialmente di durata inferiore, non danno luogo a ulteriori riduzioni.

L’indennità di malattia è così calcolata: fermo restando la decurtazione dei primi 10 giorni, per i primi sei mesi la retribuzione viene corrisposta per intero; per i successivi 12 mesi la retribuzione sarà corrisposta all’80 per cento e per i successivi sei mesi al 70 per cento. Inoltre, due o più periodi di assenza si cumulano fra loro se non intercorra un periodo di servizio di almeno tre mesi.

La durata complessiva della malattia non può superare i 33 mesi in un quinquennio. Superato tale limite, a domanda del dipendente, è possibile un ulteriore periodo di 6 mesi utile solo al fine della conservazione del posto di lavoro. Specifiche disposizioni si applicano nei casi di gravi patologie o particolari situazioni psicofisiche.

In risposta alla nostra lettrice, se la patologia per depressione si configura in una dei periodi di assenze sopra descritti, allora la decurtazione non viene operata, viceversa la decurtazione dei primi dieci giorni viene sempre operata, anche per un solo giorno. 

Conclusione

Come sopra descritto se la sua patologia rientra nei casi di esclusione o se si tratta di assenze “protratte”, non viene applicata nessuna decurtazione. 


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Angelina Tortora

Proprietaria, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”