Manovra: ma in farmacia si può pagare in contanti?

La nuova manovra permetterà solo in alcuni casi il pagamento dei medicinali in contanti.

La nuova legge di bilancio riconosce le detrazioni fiscali su determinati acquisti solo se effettuati con carta di credito, bancomat, bonifico o assegno, in modo che siano tutte rintracciabili, così da combattere l’evasione fiscale commessa da parte di tanti medici che professano la propria attività in studi propri, incassando i soldi delle visite senza mai rilasciare nessuna ricevuta fiscale, tra queste anche le spese sanitarie, ma non tutte, vediamo perché.

Vediamo quali sono e perché alcune spese sanitarie possono essere pagate in contanti

Le spese mediche vengono divise in due diversi regimi:

1)le spese per medicinali, per dispositivi medici e protesi potranno essere portate in detrazione dal contribuente anche se sono state pagate in contanti;

2)Le spese mediche sostenute presso strutture private non convenzionate con il servizio sanitario nazionale dovranno essere pagate sempre in maniera rintracciabile.

Questo sistema si è preferito inserirlo nella manovra per andare incontro soprattutto a quella fascia di utenza, gli anziani, non abituata ad usare le carte, e quindi non obbligando per poca praticità a pagare in modo rintracciabile, in primis nelle farmacie.

Dal primo gennaio si potranno scaricare solo le tasse fatte per acquisti con metodo rintracciabile, esclusi per quelli permessi dalla legge in contanti, e la detrazione IRPEF del 19% per le spese mediche avrà una franchigia di euro 129,11, che sta a significare che il bonus scatta solo per le spese che superano questo tetto.

L’obbligo del pagamento con mezzi tracciati, pena la perdita della detrazione fiscale, resta confermata ogni qualvolta la prestazione sanitaria sia fatta in strutture private, mentre questo obbligo alla rintracciabilità è escluso ogni qualvolta le prestazioni siano rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale.

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