Mantenimento al convivente: quali benefici se mi lascia?

Coppie conviventi in procinto di lasciarsi: spetta il mantenimento o la restituzione di quanto investito nel menage di coppia? Vediamo cosa prevede la legge.

Ormai il matrimonio sta cadendo in disuso e sempre più coppie scelgono la via della convivenza senza alcun contratto o vincolo. Anche se senza vincoli burocratici è più semplice lasciarsi, che diritti ha il convivente meno abbiente che viene lasciato? Scopriamo cosa dispone in tal senso la legge.

Spetta mantenimento al convivente?

Una nostra lettrice ci scrive:

Io e il mio compagno abbiamo deciso, 10 anni fa, di non sposarci e di vivere insieme senza ufficializzare la cosa. Per 10 anni io, che ho un lavoro abbastanza modesto, ho aiutato lui a mettere su la sua piccola azienda che ora va anche abbastanza bene. Ora le cose tra noi sono abbastanza incerte e mi chiedo se dovesse lasciarmi cosa farei? Io ho puntato tutto sul nostro rapporto, non abbiamo comprato una casa dove vivere e siamo in affitto fin dall’inizio, ma lui, 6 anni fa ha comprato un ufficio per la sede della sua società. Lo ha comprato con i suoi soldi, certo, ma io ho contribuito al mantenimento della casa, al pagamento dell’affitto e alle spese. Mi spetta qualcosa visto che lui guadagna più di me?

Proprio perchè avete deciso di convivere senza vincoli e senza stipulare un contratto di convivenza, la vostra coppia non è regolata dal diritto. Non avete vincoli giuridici uno nei confronti dell’altro e alla cessazione del vostro rapporto nessuno dei due potrà avanzare pretese sull’altro.

Per i conviventi, infatti, non è previsto l’assegno di mantenimento, anche se lui guadagna molto meno e non riuscirebbe a mantenersi senza l’apporto del suo compagno.

Unica cosa su cui potrebbe avere diritto è un eventuale conto corrente (o libretto di risparmio) cointestato: nel caso, infatti, avete un conto corrente cointestato in caso di separazione avrebbe diritto alla metà di quanto in esso contenuto.

Se nel corso dei 10 anni lei si è accollata spese importanti (mobili, elettrodomestici, auto)  è bene sapere che ognuno dei due conviventi resta proprietario di quanto acquistato senza nulla dovere all’altro.

Il fatto che lei, nei 10 anni di convivenza abbia contribuito nelle spese di casa e di affitto mentre lui avviava la sua impresa, tra l’altro è irrilevante poichè la legge lo considera un fatto del tutto normale il garantire alla coppia il vivere quotidiano.

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.