Mariam muore dopo 12 giorni di coma: picchiata da un gruppo di bulle in Inghilterra, motivi razziali?

La famiglia di Mariam non ha dubbi sui motivi dell’aggressione alla figlia diciottenne che è morta dopo 12 giorni di coma: cè di mezzo il razzismo.

Una studentessa romana di origini egiziane, Mariam Moustafa, è stata aggredita al centro di Nottingham da una baby-gang inglese. Dopo 12 giorni di coma la ragazza è morta ieri e la famiglia accusa i medici che poche ore dopo l’aggressione hanno dimesso la ragazza non accorgendosi dell’emorragia cerebrale che aveva. La famiglia, inoltre, accusa la polizia per non aver indagato sull’aggressione della figlia che è di chiara matrice razzista.

L’aggressione a Mariam

Mariam, 18 anni, studiava ingegneria al Nottingham College. Alla fermata dell’autobus il 20 febbraio alle ore 20 è stata aggredita da un gruppo di ragazze e anche se ha cercato di fuggire salendo a bordo dell’autobus il branco composto da una decina di ragazze, che l’aveva trascinata per una ventina di metri l’ha seguita continuando a picchiarla anche sul mezzo di trasporto fino a che l’autista non è intervento per fermarle. Ormai però Mariam aveva perduto i sensi ed è stata portata all’ospedale dal quale i medici l’hanno dimessa dopo poche ore. Il giorno seguente, però, la ragazza è stata ricoverata d’urgenza al Nottingham City Hospital dove 12 giorni dopo è morta.

L’aggressione, ripresa dalla gang con il cellulare , è stata condivisa con gli amici, la famiglia pensa ad un aggressione razziale poichè diverse volte Mariam era stata appellata da un gruppo di ragazze tra i 15 e i 17 anni “black rose”, ovvero “rosa nera” in riferimento al colore della sua pelle.


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Redazione

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