Migranti: pacchia o tortura? “Pensiamoci bene” dice il Papa

I Migranti sono un argomento caldo del nostro vivere quotidiano  degli ultimi tempi, dopo il cato della nave Diciotti, l’intervento del Papa.

I Migranti sono un argomento caldo del nostro vivere quotidiano  degli ultimi tempi soprattutto da quando in Italia c’è un governo giallo-verde con un ministro degli Interni leghista.

Sul volo di ritorno  dall’incontro mondiale delle famiglie a Dublino Papa Francesco dialoga coi giornalisti sull’aereo che lo riporta in Vaticano e tra i vari argomenti parla dei migranti della Diciotti di cui più di cento accolti dalla Cei.  I migranti saranno accolti a Rocca di Papa, nella comunità Mondo Migliore e lì faranno quel lavoro che si fa per l’integrazione dei migranti.

L’accoglienza del migrante e dello straniero è sempre una sfida carica di dubbi soprattutto perché ci si sente soli nell’opera di accoglienza.

“Bisogna accogliere potendo integrare ma anche vedere bene prima di respingere i migranti che finiscono nuovamente dai torturatori trafficanti di uomini” – il monito di Papa Francesco.

Quello di accogliere i migranti è un principio vecchio quanto la Bibbia ed è nello spirito del cristianesimo e un principio morale. E’ opportuno accogliere  in modo ragionevole con prudenza coinvolgendo tutta l’Europa.

Perché il Papa e la chiesa sono intervenuti in maniera forte e tangibile questa volta?

Tortura in LibiaPapa Francesco ha visto un filmato girato dai trafficanti su quello che succede ai migranti rimandati indietro. “È doloroso: le donne e i bambini sono venduti, ma gli uomini ricevono torture, le più sofisticate. Le donne, che vengono ingannate con promesse di lavoro,  finiscono sul marciapiede, schiavizzate sotto minaccia dei trafficanti. Il nastro da pacchi usato per tappargli la bocca è l’unica immagine che lo sguardo può reggere. Il resto, toglie il sonno. Le sprangate, il machete e il pugnale che trafiggono. Il ragazzo africano legato mani e piedi, denudato perché il martirio si veda mentre striscia e si dibatte con urla mentre le guance si gonfiano perché non possono dare fiato al pianto dei dannati”  – la descrizione delle immagini che ha visto papa Francesco

I filmati mostrati a Bergoglio sono pagine di spaventosa crudeltà.  La Libia non è affatto quel “porto sicuro” per chi scappa da fame e guerre. Nessuno che abbia visto, può dimenticare. Sarebbero immagini e video ripresi  con il telefonino che vengono consegnati ai parenti  per chiedere soldi  e molti corrono a indebitarsi per mettere fine a quel supplizio.

Per tale ragione il monito del Papa a chi allude al respingimento alla cieca  “prima di mandarli indietro si deve pensare bene”.


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Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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