Modifiche ai decreti sicurezza: pronta la bozza del Governo

Il Viminale ha finalmente trovato un accordo con i partiti di maggioranza sulle modifiche da apportato ai decreti sicurezza

Dopo la decisione della Consulta di bocciare parte dei Decreti sicurezza voluti dall’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini, il Governo ha preparato la bozza con le modifiche. Dopo numerose riunioni, l’attuale capo del Viminale, Luciana Lamorgese, ha trovato una quadra con i partiti di maggioranza, PD e Movimento 5 Stelle. 

Le modifiche ai decreti sicurezza: protezione speciale e Sprar 

Il caposaldo delle modifiche ai decreti sicurezza riguarda la protezione umanitaria per i migranti, che era stata precedentemente eliminata dal leader leghista. Si parlerà, ora, di “protezione speciale”, che garantirà la protezione internazionale a tutte le categorie più deboli. Primi fra tutti coloro che rischiano di essere vittime di torture nel proprio Paese. 

Sarà nuovamente convertibile in permessi di soggiorno per motivi di lavoro anche la maggior parte dei permessi concessi ai migranti. Altra novità riguarda la reintroduzione del sistema di accoglienza Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Era stato cancellato a favore del Siproimi (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati).

Fra le modifiche ai decreti sicurezza la responsabilità di occuparsi dell’accoglienza dei richiedenti asilo, che ora passerà passerà dai prefetti ai sindaci. Modificato anche l’articolo che vietata ai richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe. È stato ripristinato il diritto ad iscriversi ai registri anagrafici. Coloro che lo eserciteranno si vedranno riconosciuta una carta di identità valida per tre anni. 

Stop alle multe alle ONG

La bozza del decreto prevede la definitiva cancellazione alle multe amministrative imposte alle navi delle Organizzazioni non governative che trasportano migranti. Nel Dl sicurezza varato da Salvini le sanzioni ai capitani delle navi potevano arrivare fino a un milione di euro e prevedevano anche il sequestro dell’imbarcazione. 

Il Viminale ha stabilito che non si trasgredisce a nessun divieto se si effettua un soccorso in mare, previa comunicazione al Centro di coordinamento competente e al proprio Stato di bandiera. Nel caso in cui non si seguisse tale iter si incorrerebbe alla violazione del Codice di navigazione, reato penale che prevede fino a 2 anni di carcere e una multa in denaro di circa 500 euro. 


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