Coronavirus: in Germania batosta a marzo nella vendita di auto

-
04/04/2020

Le immatricolazioni di auto in Germania sono crollate del 38% a marzo a 215.119 a causa dell’impatto della pandemia di coronavirus

Coronavirus: in Germania batosta a marzo nella vendita di auto

Le immatricolazioni di auto in Germania sono crollate del 38% a marzo a 215.119 a causa dell’impatto della pandemia di coronavirus, secondo un comunicato stampa dell’agenzia di immatricolazione dei veicoli della KBA. Tesla e Lexus sono risultati essere tra i marchi le cui vendite sono andate relativamente meglio rispetto agli altri. Le vendite di Lexus sono diminuite del 2,8 per cento e il volume di Tesla è diminuito del 4,4 per cento.

Le immatricolazioni di auto in Germania sono crollate del 38% a marzo a 215.119 a causa dell’impatto della pandemia di coronavirus

Il leader del mercato tedesco, il marchio Volkswagen ha visto un calo delle vendite del 35 per cento. La Mercedes che è risultata essere la seconda casa automobilistica per numero di vendite ha perso il 28 per cento. La BMW che si è piazzata terza invece ha perso il 21 per cento. Le immatricolazioni di Audi sono diminuite del 37 per cento e le vendite di Ford sono diminuite del 50 per cento.

Il calo è il calo mensile più forte mai registrato, ha affermato l’associazione degli importatori VDIK. Le immatricolazioni sono diminuite enormemente nella seconda metà di marzo, quando i concessionari hanno chiuso, ha dichiarato il presidente della VDIK Reinhard Zirpel in un comunicato stampa. L’epidemia di coronavirus dunque anche in Germania inizia a far sentire i suoi effetti sull’economia. Le cose purtroppo peggioreranno ulteriormente e inevitabilmente nel corso di questo mese di aprile, viste le restrizioni previste dal governo tedesco per fronteggiare l’epidemia al pari di quanto sta avvenendo nel nostro paese.


Leggi anche: Censis, il rapporto del 2020 su consumi, ricchezza, società e sussidi di welfare: l’effetto del coronavirus

Ti potrebbe interessare: Le vendite di auto in Italia calano dell’85,42% a marzo a causa del coronavirus