Tesla ed Elon Musk di nuovo davanti al giudice

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17/04/2020

Nuovi problemi legali per Tesla ed Elon Musk a causa di una nuova class action per i falsi annunci di privatizzazione

Tesla ed Elon Musk di nuovo davanti al giudice

Nuovi problemi legali per Tesla ed Elon Musk. Una serie di investitori li ha portati in tribunale per frode azionaria, a causa dei falsi annunci di privatizzazione emessi da Elon Musk e dalla società durante l’estate del 2018 e per i quali la SEC li aveva già puniti all’epoca con due multe di 20 milioni di dollari. Si è trattato di annunci fatti su Twitter che hanno avuto conseguenze enormi e inaspettate per Elon Musk, la società e i suoi investitori poco dopo. Le conseguenze di tali atti sono state considerevolmente estese nel tempo. Sebbene le prime cause legali non tardarono ad arrivare, comprese le indagini e le successive multe da parte della SEC continuano a comparire nuovi procedimenti legali da parte di investitori che affermano di essere stati ingannati in quei giorni.

Nuovi problemi legali per Tesla ed Elon Musk a causa di una nuova class action per i falsi annunci di privatizzazione

Questa nuova class action appena ammessa è composta da 9 diversi querelanti che sostengono la stessa cosa e cioè che Elon Musk e Tesla hanno pubblicato in quel momento false informazioni per modificare il prezzo delle azioni, causando loro danni economici nel processo. Dopo l’annuncio della privatizzazione, il prezzo delle azioni è salito alle stelle e tutti gli investitori che hanno deciso di acquistare in quel momento hanno visto come in pochi giorni il prezzo dei titoli Tesla sia precipitato, dopo aver rivelato che l’operazione non avrebbe mai avuto luogo, perdendo denaro.

Nonostante il fatto che sia Tesla che Elon Musk abbiano risposto a questa nuova causa affermando che in nessun momento hanno pubblicato informazioni false, il giudice Edward Chen ha ammesso l’azione di classe sotto la premessa che le dichiarazioni fatte da Musk non erano reali, dal momento che non aveva i fondi che pretendeva di avere, né poteva effettuare questa operazione, poiché non era ancora stata approvata dal consiglio di amministrazione della società, tanto meno dai suoi presunti partner, che non avevano mai confermato di far parte di questo piano o di aver effettuato una vera offerta ferma al riguardo.


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