Muore il marito spunta l’amante: ha diritto al risarcimento danni?

La fidanzata equiparata alla moglie, entrambe risarcite.

L’amante e la moglie rientrano nella stessa medesima categoria, entrambe hanno diritto al risarcimento danni in caso di morte del marito o compagno. A fare chiarezza sull’argomento è stato il Tribunale di Vicenza, durante un procedimento penale, nella causa di un uomo morto in seguito a un incidente automobilistico. Il quale, ha ritenuto ammissibile accogliendo non solo la domanda di risarcimento della moglie, in qualità di erede legittima, ma anche quella dell’amante-fidanzata della vittima.

Il risarcimento danni: alla moglie e all’amante

Nel corso del procedimento è emerso che l’uomo in vita, ha instaurato una relazione “clandestina” con un’altra donna. Durante la causa, sia la moglie che l’amante si sono costituite parte civile, proponendo una domanda di danno non patrimoniale, in seguito alla morte dell’uomo avvenuta per un incidente stradale. Il giudice durante il procedimento ha dichiarato, di non poter procedere con la negazione della legittimità dell’amante-fidanzata, in quanto lei era legata all’uomo da una probabile prospettiva di vita comune futura.

La fidanzata a supporto della tesi circa l’intensità del rapporto intrapreso con l’uomo deceduto, ha documentato con prove la domanda presentata al giudice. Nelle quali, emergeva chiaro e limpido il progetto futuro che avrebbe portato prima alla convivenza, poi sarebbe sfociando nel consolidamento del rapporto con il matrimonio. Il tutto sarebbe iniziato appena l’uomo si fosse liberato dall’attuale legale matrimoniale attraverso la separazione e il divorzio.

Un procedimento che ha dato via libera per tutte le “terze” persone, che si ritrovano incastonate in un rapporto a tre. Sostanzialmente, quello che emerge è la tutela della persona sola che non rientra negli stereotipi delle fasce legali, dopo la morte del compagno. Purché, riesca a provare il legittimo legame affettivo con la vittima.

Un nuovo orientamento giurisprudenziale, che punta a una rivalutazione dei legami affettivi ampliando la classificazione di moglie, marito, convivente ecc.

Risarcimento danni: valore affettivo

La “perdita affettiva” viene riconosciuta dai giudici alla persona fidanzata/o, in presenza di un reale legame con la vittima supportato dalle prove. In questo caso specifico, viene riconosciuto il danno non patrimoniale alla terza persona in virtù di una prospettiva di vita comune.

La svolta è arrivata dal Tribunale di Firenze nel 2015 poi con la Corte di Cassazione nel 2017. Entrambe hanno riconosciuto il diritto del valore sentimentale, la prima avallando la richiesta del danno non patrimoniale alla fidanzata della vittima, supportato dalle prove del sentimento profondo. La seconda, ha evidenziato la necessità di rispettare il “valore affettivo”, ammettendo la domanda di risarcimento dei nipoti durante una causa sorta per la perdita del nonno dopo un incidente.

A supporto delle tesi dei giudici, troviamo la legge Cirinnà, che disciplina le Unioni Civili e le Convivenze. Rafforzando quella serie di diritti e doveri, che spettano al convivente per ricevere un risarcimento legale, se comprovato da prove che evidenziano il forte legame sentimentale della coppia.

Io … Tu E Lui, Il Tradimento E La Beffa Dei Giudici: “Manterrà I Figli Dell’altro”


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein