Mutui scendo a tassi minimi ma i prezzi delle case no, perchè?

Scendono le percentuali di compravendita, scendono i tassi dei mutui, che ormai sono ai minimi storici, ma non scende il prezzo delle case.

Durante i mesi di lockdown, come era ovvio, la domanda del credito ipotecario era crollato ma a giugno si è vista una ripresa abbastanza interessante che fa segnare un aumento, rispetto a giugno 2019, del 13,3%. I prezzi delle case, però, nonostante la crisi non accennano, ancora, a scendere. Questo quanto evidenziato dall’analisi della Bussola Mutui riferita al II trimestre 2020 redatta dal broker on line Mutuisupermarket.it e dalla centrale rischi Crif.

Mutui e prezzi case

Nel secondo trimestre del 2020 i prezzi delle case, che si evincono dall’andamento del valore degli immobili residenziali ipotecari, sono cresciuti del 6%. Come si spiega questo dato un un periodo post lockdown? In parte è spiegato dal fatto che le vendite del secondo trimestre sono frutto di trattative già in atto prima dell’inizio del lockdown. Ovviamente, se si è pattuito un prezzo prima del lockdown non è possibile, dal punto di vista giuridico, rimodulare quanto stabilito nel preliminare d’acquisto.

Da prendere in considerazione anche il fatto che a inizio del 2020 i prezzi delle case erano già ai minimi del decennio e quindi poco suscettibili a nuovi cali.

Altro dato interessante che emerge è che i prezzi delle case sono più alti se queste sono già esistenti mentre è in discesa quello delle case nuove: i prezzi delle case esistenti hanno fatto segnare un +4,3% mentre quelli delle case nuove un +3,7%.

Andamento 2020

Vediamo cosa ci mostrano gli ultimi dati sulle compravendite. Il primo trimestre del 2020 ha fatto registrare un -15,5%, dato molto interessante se si considera che almeno per i mesi di gennaio e febbraio l’attività di compravendita si è svolta a pieno regime. Soltanto il mese di marzo, causa lockdown, ha fatto registrare un calo abbastanza consistente che si stima arriverà a -20% entro la fine dell’anno.

I mutui però scendono

I mutui a tasso fisso sono, al momento, ai minimi storici e gli istituti di credito stanno incentivando i propri clienti proprio a scegliere il tasso fisso contro il variabile. Il rapporto evidenzia che un’operazione di mutuo ventennale con tasso variabile ha uno spread dello 0,8% mentre a tasso fisso lo spread scende allo 0,3%.

Sicuramente a livello di costo del denaro questo appare il momento migliore per comprare anche se, sinceramente, sarebbe il caso, per chi deve acquistare un immobile, di attendere qualche mese per capire se anche il prezzo delle case stesse possa scendere.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.