Mutuo casa: crescono i prestiti per prima casa, tassi di interesse ai minimi storici

Il mutuo casa per prima casa cresce sempre più. Tassi di interesse ai minimi storici, ecco tutte le novità.

I tassi d’interessi per il mutuo continuano ad essere al minimo storico, e sostengono sempre più la domanda immobiliare degli italiani, che non rinunciano al mattone come forma di investimento. Soprattutto ora che si respira aria di instabilità finanziaria.

Mutuo: Surroghe ai minimi, la prima casa sale

Secondo le istruttorie seguite da Crif, le domande per i mutui è in calo, ciò sembra giustificato dal fatto che sono diminuite le surroghe, dato fornito da MutuiOnline.it, arrivando al minimo dal 2013. Infatti si è raggiunti alla quota 34,3% del totale delle richieste rispetto al 46,8% dell’anno precedente.

MutuiOnline.it, sottolinea, però che la quota di richiesta per il mutuo prima casa è cresciuto, raggiungendo quota 54,8% del totale, rispetto a quello dell’anno scorso di 43,2%, tornando, ai massimi degli ultimi 6 anni.

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Mutuo casa: si privilegia il tasso fisso e si allungano i tempi

La richiesta del tipo d’interesse da abbinare al mutuo è rivolta con percentuale maggiore verso il tasso fisso, infatti ad aprile si è registrato l’82,9% di richieste a tasso fisso, raggiungendo il massimo dal 2015. Mentre le richieste a tasso variabile sono diminuite drasticamente, passando al 15% dal 17,1%. Il tasso fisso continua ad essere privilegiato nella scelta, con l’82,9% di richieste registrato in aprile (80,7% nel periodo gennaio-marzo): si tratta del nuovo top dal primo trimestre 2015. La quota del mutuo variabile, invece, nel contempo è diminuita al 15,3% dal 17,1%.

MutuiOnline.it ha commentato che a causa di una politica monetaria accomodante, si è rivolti a richiedere un mutuo con durata lunga, infatti la maggior parte richiede un mutuo ventennale.

Mutuo: aumenta l’importo medio di richiesta

Un altro aumento che si registra nel 2019 è la quota di richiesta del mutuo si è passati da 124.780 euro a 127.483 euro. Pia piano si sta raggiungendo i massimi del 2010-2011. Si registra, anche, una riduzione della differenza tra la quota richiesta e la quota erogata, ciò vuol dire che esiste una maggiore finanziabilità delle esigenze della clientela da parte delle banche.

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Mutuo casa: si riduce la differenza tra fisso e variabile

Ritornando ai tassi, che come abbiamo detto sono ai minimi storici, l’Osservatorio mette in evidenza che lo spread tra tasso fisso e tasso variabile si è ridotto sempre più.

Analizzando le rilevazioni annuali della media per i mutui a 20 e 30 anni, si evince che, per quest’anno, il tasso fisso viene indicato all’1,85%, in calo dall’1,92% del 2018. Mentre il variabile è salito allo 0,88% dallo 0,83% dell’anno scorso. Il divario si va ulteriormente assottigliando, infatti in aprile i rispettivi tassi medi registrati sono l’1,80% e lo 0,90%.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.