Mutuo casa: il genitore che acquista casa al figlio può detrarre gli interessi?

Mutuo casa: il genitori che acquista casa per i propri familiari, può detrarre gli interessi passivi del mutuo

Spesso si ci ritrova ad acquistare casa per i propri figli, o per aiutarli a mettere su famiglia o perché hanno deciso di studiare fuori sede. Ma molto spesso i genitori si chiedono se possono detrarre gli interessi passivi del mutuo casa di questo immobile, trattenendo per se una piccola percentuale della proprietà.

Mutuo casa: detrazione interessi passivi

L’art. 15, comma 1, lett. b), del TUIR stabilisce che per gli interessi di un mutuo ipotecario stipulato per l’acquisto di un’abitazione principale e sue pertinenze, spetta una detrazione del 19% degli interessi passivi e relativi ad oneri accessori ed anche delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione.
Per abitazione principale si intende quell’immobile in cui il contribuente o i suoi familiari vivono abitualmente. Per poter fruire della detrazione, bisogna che il contribuente sia intestatario contemporaneamente del mutuo e della proprietà dell’immobile. Cioè deve avere il requisito congiunto di “acquirente e mutuatario”. La circolare del 26/1/2001 n.7 risposta 2.3 e 2.5 ha chiarito che non c’è la necessità che la quota di proprietà corrisponda alla quota di detrazione spettante per gli interessi passivi.
Quindi, possiamo dire che la detrazione degli interessi spetta al contribuente acquirente ed intestatario del contratto di mutuo, anche quando l’immobile è adibito ad abitazione principale per un suo familiare, ad esempio il coniuge, o parenti entro il 2° grado ed affini entro il 3° grado.

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Mutuo: ulteriori spese da portare in detrazione

Tutte le detrazioni, che sono quelle degli interessi passivi, degli gli oneri accessori e delle quote di rivalutazione corrisposti in dipendenza di un mutuo ipotecario, spettano al contribuente con riferimento agli interessi passivi e oneri accessori pagati nel corso dell’anno d’imposta, indipendentemente dalla scadenza della rata.

Gli oneri accessori comprendono anche:
• importo delle somme in più corrisposte quando si è stipulato un mutuo in un’altra valuta;
• commissione spettante alle banche per la loro attività di intermediazione;
• oneri fiscali: imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca; imposta sostitutiva sul capitale prestato;
• provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti, le spese di istruttoria e le spese di perizia tecnica.
La circolare 12/05/2000 n.95, risposta 1.2.3 ha chiarito che sono detraibili anche le spese notarili, cioè l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo. Anche le spese sostenute dal notaio per conto del cliente, come ad esempio l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca.

Chiariamo anche, che nel caso il contribuente abbia costituito un deposito presso il notaio in un dato anno e il notaio depositario emetta fattura nell’anno successivo, le spese sono detraibili dall’imposta dovuta per l’anno in cui si è costituito il deposito in applicazione del principio di cassa. In questo caso, il contribuente deve conservare la documentazione attestante data e importo del deposito e la fattura emessa dal notaio.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.