Mutuo casa: le surroghe calano e l’importo richiesto sale

Per il mutuo casa sono calati le surroghe, ma è aumentato l’importo richiesto. Quale la situazione nel 2019?

Il 2018 si è chiuso in modo positivo per il mercato dei prestiti immobiliari, ciò è una cosa favorevole per chi vuole stipulare un nuovo mutuo o, per il mutuatario valutare se ci sono le condizioni per surrogare il vecchio contratto. In base all’aggiornamento del “Barometro del credito alle famiglie in Italia”, il 2018 ha evidenziato due andamenti.

Il primo è il calo delle richieste dello 0,6%. Al calo annuo si è aggiunto la flessione del mese di dicembre che ha interrotto un ciclo positivo di sei mesi consecutivi di crescita. Questo però si deve intendere come un assestamento del mercato e non un rallentamento marcato. All’assestamento si è aggiunto anche la riduzione di richieste delle surroghe. Questo fa dedurre che gli italiani, oggi, considerano il mutuo al pari di un investimento attivo e quindi lo adeguano nel tempo.

Il secondo andamento del 2018 è la ripresa dell’importo medio delle richieste di mutuo. A dicembre è salito a 130.154 euro su base annue, quindi registra il 2% in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Mentre per quanto riguarda la durata, nel 2018 si è evidenziato una richiesta compresa i 16 e i 20 anni per una quota pari a 25,9% del totale, e tra i 26 e i 30 anni, con il 22,4%. I dati evidenziano quindi un mercato stabile.

Mutuo casa: di quanto variano i tassi nel 2019?

Una buona notizia è che questa stabilità dovrebbe riguardare anche i tassi per tutto quest’anno, il 2019. Oggi, richiedere un mutuo a tasso variabile è molto vantaggioso, si paga un Taeg (Tasso annuo effettivo globale, comprende interessi ed eventuali spese accessorie) dello 0,7%. Mentre il tasso fisso oscilla intorno all’1,5%. Non c’è nessuna ragione per cui si debba pensare che i tassi durante il 2019 possano salire in modo preoccupante.

Per quanto riguarda il tasso variabile, infatti, che sono formati dagli indici Euribor, che sono da quattro anni sottozero e non c’è nessuna preoccupazione che possono variare nel corso di quest’anno. La previsione del prossimo rialzo dei tassi da parte della BCE è per il primo trimestre 2020, ma di appena 10 punti base. Ciò dipenderà dall’andamento dell’inflazione della zona Euro. Nel caso in cui, a sorpresa l’inflazione si dovesse posizionare sopra il 2%, la BCE è costretta ad anticipare i tempi sull’aumento dei tassi.

Il tasso fisso sono calcolati sommando lo spread (deciso dalla banca) agli indici Eurirs. Questi ultimi misurano il costo del denaro interbancario su scadenze da 1 a 50 anni e seguono l’andamento dei tassi del Bund tedesco. I tassi del Bund salgono nelle fasi di propensione al rischio sui mercati finanziari mentre scendono durante le fasi di tensione, perché il Bund viene acquistato come bene rifugio.

A dicembre c’è stata una fase di turbolenza e non a caso i tassi dei Bund a 10 anni sono scesi dallo 0,4% allo 0,2% rendendo nel mese di dicembre il tasso fisso più conveniente per la stipula del mutuo. Ultimamente il tasso del Bund sta risalendo e di conseguenza anche gli indici Eurirs, perché sui mercati si respira un’area più serena. Di seguito, ciò, farà costare i nuovi mutui a tasso fisso un po’ di cari. Ma dobbiamo dire che sarà sicuramente un’oscillazione minima che non deve destare preoccupazioni per chi è propenso a stipulare un mutuo a tasso fisso.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.