NASpI 2020: cos’è, a chi spetta e come richiederla

Quanto riceve con la NASpI chi ha perduto involontariamente il lavoro? Come si inoltra la domanda e quali sono i requisiti? Eccovi tutti i dettagli

La NASpI (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego), è un’indennità mensile istituita nel 2015 che tutela chi ha perso involontariamente il lavoro. Il servizio è gestito dall’INPS, che rilascia assegni diversi in base alla retribuzione media percepita negli ultimi 4 anni dal lavoratore e per una durata che dipende dalle settimane di contributi versati nello stesso lasso di tempo. Nel 2019 sono state introdotte delle novità: il NASpI è ora compatibile con il reddito di cittadinanza e se ne può fare richiesta in modo più semplice con la nuova app dell’INPS e con altri servizi online accessibili da cellulare. Se siete interessati a fare domanda e a saperne di più, in questa guida troverete tutte le informazioni necessarie. 

NASpI: chi può farne richiesta

Possono fare domanda per la NASpI tutti i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perso l’occupazione involontariamente, tra cui gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperative, il personale artistico e i dipendenti a tempo determinato- ma non quelli a tempo indeterminato- delle amministrazioni pubbliche. 

Se lo stato di disoccupazione non è involontario, si considera idoneo al NASpI anche chi ha presentato le dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità, chi ha avviato una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, chi ha accettato un’offerta di conciliazione o è soggetto a licenziamento disciplinare.

Tutti i soggetti fin qui menzionati devono aver versato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni ed aver lavorato per almeno 30 giorni nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.

Non possono presentare la domanda gli operai agricoli, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, i lavoratori che possono andare in pensione e quelli titolari di assegno di invalidità che non optano per la NASpI.

Come inoltrare la domanda

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla perdita dell’impiego accedendo al sito dell’INPS o tramite APP. Si può anche fare richiesta tramite patronato o telefonando il Contact Center gratuitamente al numero 803164 da fisso o 06164164 da mobile. 

Se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno dal licenziamento, l’assegno NASpI spetta dal giorno successivo all’ottavo, altrimenti spetta il giorno successivo alla presentazione della domanda. Per il licenziamento per giusta causa invece, si considerano 38 giorni di attesa.

Importo e durata della NASpI

L’importo dell’assegno è pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni, se questa retribuzione è inferiore a 1.221,44 euro (valore valido per il 2019 che viene rivalutato annualmente). Se la retribuzione è maggiore a tale cifra, al 75% viene aggiunto il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e i 1.221,44 euro per il 2019. 

In ogni caso, l’assegno per il 2019 non può superare i 1.328,76 euro, importo che viene rivalutato ogni anno. Inoltre, a partire dal 4° mese di fruizione, l’importo viene ridotto ogni mese del 3%.

L’assegno viene erogato per un periodo pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni, escludendo quelle già conteggiate ai fini dell’erogazione di altre prestazioni di disoccupazione. Il limite massimo è di 2 anni.

NASpI: casi in cui è prevista una riduzione

L’indennità NASpi viene ridotta dell’80% nei seguenti casi:

  • se si avvia un’attività autonoma che rende fino a 4800 euro l’anno;
  • se si trova un nuovo lavoro con contratto subordinato o parasubordinato che garantisce un reddito di massimo 8000 euro l’anno;
  • se si svolgono più occupazioni con contratto subordinato a tempo parziale e si è licenziati solo da una di queste, purché il reddito percepito rimanga inferiore agli 8000 euro annui.

La riduzione si applica dalla data d’inizio dell’attività fino alla fine dell’indennità o, se precedente, dell’anno. In ognuno dei tre casi, l’INPS va informato entro un mese dall’inizio dell’attività o dall’invio della domanda se l’attività preesisteva.


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