Naspi: dal periodo spettante viene sottratto il periodo di cassa integrazione?

Se un lavoratore prima della Naspi fruisce di cassa integrazione, il periodo di CIG viene scalato dalla Naspi spettante?

L’Italia dall’inizio dell’emergenza sanitaria, sta vivendo un momento unico della sua storia e proprio per questo moltissimi lavoratori si trovano nella difficoltà di comprendere quali sono i loro diritti anche in ambito di indennità di disoccupazione Naspi. Cerchiamo di capire cosa spetta.

Naspi e cassa integrazione

Un lettore, preoccupato, scrive per chiedere:

Buongiorno,

Avrei una domanda su cassa integrazione e periodo di Naspi.

Sono in cassa integrazione straordinaria da marzo 2020 causa Covid19 . L’azienda ha espresso l’intenzione di voler chiudere il nostro ufficio. Attualmente percepisco la cassa integrazione, un pò a “singhiozzo” avendone percepita solamente una piccola parte iniziale fino al mese di aprile.
Il mio dubbio e la mia domanda sono questi: nel caso l ‘ azienda chiuda definitivamente ed io richieda il sussidio di Naspi, da questo mi verrà detratto il periodo per il quale ho usufruito della cassa integrazione? 
Dalla Naspi viene scalato il periodo passato in cassa integrazione (essendo calcolato in base agli ultimi 4 anni di lavoro) o sono due cose separate? Grazie mille

Siccome la Naspi richiede requisiti contributivi e lavorativi ben precisi, il dubbio che il periodo di cassa integrazione possa incidere negativamente sull’indennità di disoccupazione è più che lecito.

Per poter accedere alla Naspi è necessario aver versato almeno 13 settimane di contributi nel 4 anni precedenti il licenziamento e almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono il licenziamento.

Con cassa integrazione a zero ore il dipendente non si reca proprio a lavoro e nel caso di una cassa integrazione prolungata questo potrebbe incidere sulla Naspi?

L’INPS, con la circolare 142 del 2015 ha precisato che i periodi di cassa integrazione devono essere considerati come periodi neutri sia nella determinazione dei 4 anni in cui ricercare il requisito contributivo minimo sia nei 12 mesi in cui ricercare i 30 giorni di lavoro effettivo.

I lavoratori in cassa integrazione a zero ore, quindi, non dovranno considerare il periodo di cassa integrazione nella spettanza della Naspi poichè tale periodo sarà considerato neutro allungando, di conseguenza, il periodo di osservazione di un tempo pari a quello di durata della cassa integrazione.

Deve, quindi, considerare la cassa integrazione e la Naspi come due cose nettamente separate e in nessun modo il periodo di cassa integrazione sarà decurtato dal periodo spettante di Naspi. L’indennità di disoccupazione, quindi, le spetterà per l’intero periodo maturato in base alle settimane di contributi maturati nei 4 anni (escludendo i periodo di cassa integrazione) che hanno preceduto la cessazione del rapporto di lavoro con il licenziamento.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.