Naspi dopo cassa integrazione e 30 giorni lavorati nei 12 mesi precedenti: chiarimenti

Naspi: cosa accade al lavoratore che accede all’indennità di disoccupazione da cassa integrazione a zero ore?

Per poter fruire dell’indennità di disoccupazione Naspi è necessario che il lavoratore sia in possesso di determinati requisiti contributivi, ovvero di almeno 30 giornata di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono la cessazione del lavoro e di almeno 13 settimane di contribuzione versata nei 4 anni precedenti. Ma cosa accade se il lavoratore che richiede alla Naspi vi accede direttamente dalla cassa integrazione a 0 ore? Chiariamo i dubbi.

Naspi dopo cassa integrazione

Un nostro lettore ci chiede:

Buona sera sig.Patrizia,

potrebbe darmi delle delucidazioni in merito al mio caso? Cerco di spiegarle la mia situazione: sono un ex dipendente Ilva e ho dato le dimissioni il 31 di agosto in quanto il mio patronato mi ha fatto i conteggi e posso andare in pensione il 1 maggio 2021 e quindi mi hanno fatto la domanda Naspi, il 13 settembre l’Inps mi risponde dicendo mi che la stessa e stata respinta perché mancano 11 giorni per i 30 richiesti nei 12 mesi .Abbiamo fatto ricorso e la pratica e stata presa in carico il 1 ottobre ma fino ad oggi non ho avuto risposta..premetto che ero in cassa integrazione a 0 ore da circa 5 anni e il patronato mi ha detto che l’Inps deve considerare quegli anni  neutri e andare a ritroso fino a quando non si raggiungono quei famosi 30 giorni come da circolare numero 142 del 29-07- 2015…sono disperato per tutta questa attesa senza sapere se realmente e così come dicono al patronato e soprattutto senza stipendio da 2 mesi.spero che lei potrà darmi qualche informazione in merito.ringrazio anticipatamente.

La circolare Inps 142 del 29 luglio 2015 precisa che “Ai fini della determinazione del “quadriennio” per la ricerca del requisito contributivo (minimo 13 settimane) necessario, unitamente agli altri requisiti, per l’accesso alla prestazione di disoccupazione NASpI nonché ai fini della ricerca del requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro si osserva che, anche i periodi di  CIG in deroga con sospensione dell’attività a zero ore – vista l’analogia di detta prestazione previdenziale di sostegno al reddito con la CIG ordinaria e straordinaria – sono da considerarsi “neutri” con corrispondente ampliamento sia del periodo di osservazione (quadriennio) per la ricerca della contribuzione utile alla prestazione di disoccupazione, sia del periodo di dodici mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro per la ricerca del requisito delle trenta giornate di effettivo lavoro.”.

I periodi di cassa integrazione, quindi, sono da considerare neutri e per la ricerca dei 30 giorni e delle 13 settimane di contributi bisogna, quindi, bisogna andare a ricercare prima che intervenisse il periodo di CIG (nel suo caso, quindi, prima dei 5 anni di cassa integrazione). 

A mio avviso se prima della cassa integrazione possedeva i requisiti di accesso alla Naspi richiesti, la sua domanda dovrebbe essere accolta senza alcun problema e i ritardi sono dovuti, molto probabilmente, alla difficoltà dell’istituto a risalire ai contributi versati prima della CIG.

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.