Naspi e contratto scuola: come non perdere la disoccupazione?

Cosa accade al percettore di Naspi che trova un nuovo lavoro a termine? Come fare per non far decadere il diritto dell’indennità di disoccupazione?

Il problema principale di chi percepisce la Naspi è quello di rischiare di perdere l’indennità di disoccupazione qualora si accetti un nuovo rapporto di lavoro. In ogni caso è bene sapere che la Naspi si interrompe o decade solo nel caso che il nuovo contratto di lavoro superi determinati redditi con le retribuzioni o abbia una durata superiore ad un determinato periodo. Cerchiamo di capire.

Naspi e nuovo lavoro

Una lettrice scrive per chiedere:
Buongiorno,
Ho perso il lavoro a novembre ed ora sono in Naspi.
Forse a settembre una scuola paritaria della mia città potrebbe offrirmi di insegnare ad un paio di classi e questo mi servirebbe ai fini dell’accumulo punteggi per le graduatorie degli insegnanti.
Solo che, ovviamente lo farei per il punteggio in quanto andrei a guadagnare una cifra irrisoria. 
Esiste la possibilità di farmi fare un contratto tipo prestazione occasionale, visto che se mi facessero un contratto standard annuale andrei a perdere la Naspi?
Grazie mille per la cortese risposta.

La Naspi decade se si accetta un contratto di lavoro della durata superiore ai 6 mesi (e ovviamente se si accetta un lavoro a tempo indeterminato).

Per contratti di lavoro della durata inferiore ai 6 mesi, se portano un reddito inferiore agli 8mila euro, invece, la Naspi si riduce.

Il mio consiglio nel suo caso e parlare con la scuola per vedere se è possibile dividere il contratto di lavoro in due tranche. Se riuscisse a farsi fare un contratto da settembre a fine dicembre e un’altro, nel 2021 da gennaio a giugno rimarrebbe percettrice di Naspi perchè si tratterebbe di due contratti, posizionati temporalmente in due anni diversi ed entrambi che non superano i 6 mesi di durata.

Per quanto riguarda l’importo della NAspi, in caso di lavoro a tempo determinato lo stesso si riduce di un importo pari all’80% di quanto si percepisce con il nuovo lavoro. In pratica, quindi, dalla Naspi le verrebbe decurtata una parte di quello che guadagna con il contratto a termine ma se afferma che la paga che riceverebbe è davvero bassa non dovrebbe essere un grosso problema.

In ogni caso, per quel che riguarda la prestazione autonoma occasionale, il nuovo lavoro va a decurtare la Naspi spettante della stessa percentuale con la differenza che con questa tipologia di contratto potrebbe guadagnare un massimo di 4800 euro l’anno e non le spetterebbero neanche i contributi. Per di più non ho la certezza che facendo figurare il contratto come prestazione occasionale avrebbe diritto al punteggio per la graduatoria.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.