Naspi volontaria, attenzione non spetta per chi presenta dimissioni senza accordo con i sindacati

Attenzione a chi parla di Naspi volontaria, non si tratta di un’indennità di disoccupazione per chi decide di presentare dimissioni volontarie.

Molto scalpore hanno destato le notizie, diffuse nelle scorse settimane, di una possibile Naspi volontaria da corrispondere a chi si dimette dal lavoro. Come sappiamo, infatti, l’indennità di disoccupazione Naspi viene corrisposta solo nel caso che la perdita del lavoro sia involontaria e non dipenda, quindi, dalla volontà del lavoratore. Vediamo cosa prevede quella che è stata definita “Naspi volontaria”.

Naspi volontaria, ma esiste?

Un lettore ci scrive per chiedere: Salve volevo gentilmente sapere se è vero che se io do le dimissioni in quanto ho un lavoro di 18 ore settimanali e un contratto determinato  dal 9 aprile al 10 ottobre  2020 posso fare domanda naspi , ho letto queste informazioni sul decreto agosto ,grazie mille

Il Decreto Agosto prevede, all’articolo 14, comma 3, che “nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo, a detti lavoratori è comunque riconosciuto il trattamento di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22.”.

A causa del blocco dei licenziamenti prorogato ancora dal Decreto Agosto, per i lavoratori che, una volta terminata la fruizione della cassa integrazione volessero risolvere il rapporto di lavoro, tramite accordo collettivo con i sindacati aderendo ai predetti accordo, sarà erogata lo stesso la Naspi anche se la perdita del lavoro non è involontaria ma frutto di un accordo.

Questo, quindi, non significa che chiunque presenta dimissioni volontaria può aderire alla Naspi poichè non è quanto previsto dal Decreto in questione. Si può lasciare volontariamente il lavoro, conservando il diritto all’indennità di disoccupazione solo nel caso che vi siano accordo collettivo aziendale stipulato dai sindacati per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (che solitamente non da diritto alla Naspi) e che il lavoratore vi aderisca.

Bisogna fare molta attenzione perchè la distinzione è sottile: si tratta pure sempre di una perdita volontaria del rapporto di lavoro ma deve essere frutto di accordi tra azienda e sindacati per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (non dimissioni volontari quindi, ma accordo con l’azienda che deve essere ratificato dai sindacati).

Non esiste, quindi, una Naspi volontaria ma esiste un estensione della Naspi anche per le risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.