Nazismo: picchiato, sodomizzato e affamato, la storia di un bimbo ebreo a Dachau

Un uomo ebreo di 89 anni racconta la sua esperienza nel campo di concentramento di Dachau.

Szmulek Rozental nel 1939, quando i nazisti occuparono la Polonia, era solo un bambino. Oggi ha 89 anni e racconta quanto ha vissuto allora, ricordi che non hanno mai lasciato la sua testa e il suo cuore.

Tutti gli ebrei polacchi furono inviati nei campi di lavoro, compreso Szmulek che trascorse i successivi sei anni a cercafre di lottare per rimanere in vita in 10 diversi campi di concentramento tra cui Auschwitz e Dachau. Il sopravvissuto all’Olocausto ha scritto la sua storia nel libro From Broken Glass: My Story of Finding Hope in Hitler’s Death Camps to Inspire a New Generation in cui racconta cosa ha dovuto patire da bambino per non dover rinunciare la suo bene più prezioso, la vita.

La storia di Steve Ross

Fu picchiato brutalmente, sodomizzato, costretto a praticare sesso orale ai nazisti, ridotto alla fame “A volte farei qualsiasi cosa per dimenticare. Per un giorno, un’ora o solo un momento vorrei essere libero dai ricordi” scrive nel suo libro. Da quando è emigrato negli Usa ha cambiato nome in Steve Ross e aggiunge “il ritornello mai dimenticare a volte suona come la mia maledizione. Le persone dicono di non dimenticare, vogliamo che le future generazioni in tutto il mondo comprendano il potere dell’odio, per impedire che un gruppo di persone sia accusato di tutti i mali del mondo”.

Parlare degli orrori vissuti non basta, Ross a causa dell’Olocausto è rimasto orfano ed ha assistito a crudeltà inimmaginabili. Prima di essere catturato dai nazisti con la sua famiglia cercò di lasciare la Polonia. I genitori lo lasciarono presso dei contadini con 2 figli nella speranza di confondere i nazisti e salvargli la vita. Vicino alla casa dei contadini, però, c’era un campo nazista e una volta qualcosa andò storto e i nazisti lo catturarono. In quell’occasione fu portato nel capo di lavoro polacco di Budzyn dove in cambio del lavoro quotidiani riceveva zuppa e un tozzo di pane.

A causa della fame i denti iniziarono a cariarsi e il bambino spesso si nascondeva nelle latrine per evitare di essere ucciso. Attraverso stupri, botte e fame Ross sopravvisse fine al 1945, quando arrivarono gli alleati a liberare i campi.

Redazione

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