Negozi chiusi di domenica: cosa prevede la nuova proposta Lega-M5s?

La nuova proposta di legge avanzata da Lega e M5S vuole rivedere il “Salva Italia” del governo Monti. Domenica festiva per tutti i negozi.

La nuova proposta di legge avanzata dall’unione Lega-M5s vuole rivedere il “Salva Italia” del governo Monti. E’ guerra aperta contro le liberalizzazioni, in favore dei diritti dei lavoratori. Al via per far ritornare la domenica festiva per tutti i negozi, compresi quelli nei centri commerciali.

Domenica festiva per tutti i negozi

Qualche mese fa il vicepremier Di Maio parlava di rivedere il decreto Monti. Ha dato così via libera ad un dibattito tra chi fosse favorevole e chi no al lavoro domenicale.

In questi giorni la proposta sembra iniziare a concretizzarsi con il piano di legge voluto da Lega e M5s. E’, infatti, partito alla Camera l’iter per rivedere le liberalizzazioni varate dal governo Monti sugli orari di apertura degli esercizi commerciali. Il testo, firmato dalla leghista Barbara Saltamartini, si compone di soli due articoli. L’obiettivo è abrogare i due precedenti che hanno liberalizzato le aperture dei negozi del cosiddetto “Salva Italia”. Quest’ultimo aveva concesso la massima autonomia ai commercianti.

Lo scopo è quello di accantonare la tutela dei consumatori, particolarmente interessati ad acquistare nel weekend e senza limiti di orari. In questo modo si favorirà, invece, l’attività dei piccoli commercianti e dei loro dipendenti. La legge sarà valida anche per chi gestisce un’attività nei centri commerciali.

Salatini, primo firmatario della proposta di legge, dice che “se Monti voleva migliorare il commercio e rendere più ricco il mercato, non c’è riuscito liberalizzando gli orari dei negozi”.

La nuova proposta di legge

Il progetto è sempre stato particolarmente ambito dal Movimento 5 stelle. Michele Dell’Orco (M5s), sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, su Facebook scrive:

“Tuteleremo chi lavora nei centri commerciali e i piccoli negozianti distrutti dalla grande distribuzione. Una battaglia iniziata nel 2013 che finalmente prende forme definite.”

Ora si punta alla reintroduzione della chiusura domenicale obbligatoria. Sarà affidato ai comuni e alle regioni il compito di determinare il nuovo quadro delle regole, fissando un massimo di 8 aperture straordinarie durante tutto l’anno. Il documento dovrà individuare “i giorni e le zone del territorio nei quali gli esercenti possono derogare all’obbligo di chiusura domenicale e festiva”. Nello specifico si tratta di “tutte le domeniche del mese di dicembre, nonché ulteriori quattro domeniche o festività nel corso degli altri mesi dell’anno”.

Chi è contrario? E chi favorevole?

C’è chi all’approvazione della legge è favorevole e chi è contrario.

Negozi chiusi di domenica: cosa prevede la nuova proposta Lega-M5s?

Il Presidente del Comitato Nazionale Italiano della Camera di Commercio Internazionale, Ettore Pietrabissa, sostiene che la nuova norma «andrebbe in controtendenza con il momento che viviamo, in cui i consumi, le aziende e imprese che investono devono essere più sostenute e agevolate». Nonostante non abbia prodotto i benefici sperati, secondo Pietrabissa, il “Salva Italia” di Monti lasciava maggiore libertà di decisione ai commercianti. Da come è facile intendere, lui è uno di coloro che sono assolutamente contrari alla proposta del neo-governo.

Altri come lui sono il presidente di Federdistribuzione, Claudio Gradara, e gli stessi commercianti poco convinti della cosa.

Gradara ha, infatti, espresso tutta la sua contrarierà alla norma. “Per quel che riguarda le aziende che rappresento, quindi la grande distribuzione, parliamo di un mondo del lavoro dove c’è un 90% di dipendenti a tempo indeterminato e i contratti tengono conto del maggior disagio creato dal lavoro domenicale e festivo.” Inoltre, tiene a precisare che il nostro Paese è ancora sotto i consumi che aveva nel 2010 ed è stato stimato che, ripristinando le chiusure festive e

domenicali, ci potrà essere un calo dell’1% nel settore alimentare e del 2% nel resto.

Ad essere dello stesso parere sono gli imprenditori, che sostengono di poter subire perdite economiche non indifferenti. Si temono perdite fino a 400.000 posti di lavoro.

In tutto ciò possono tirare un sospiro di sollievo coloro che non hanno l’obbligo di chiusura domenicale e festiva, ovvero i negozi di località turistiche, di montagna e balneari.

Negozi chiusi di domenica: cosa prevede la nuova proposta Lega-M5s?

La maggioranza, per l’ennesima volta compatta, è formata da chi è favorevole all’introduzione della legge. Insomma, il governo si prepara a intraprendere una guerra che si prospetta spietata nei confronti delle liberalizzazioni.

La proposta di legge può, quindi, cominciare il suo iter alla Camera. A rassicurare un po’ tutti è la parola dei firmatari:

“Tuteleremo chi lavora nei centri commerciali e i piccoli negozianti che sono distrutti dalla grande distribuzione.”

Sara Gatto

Ciao a tutti! Sono Sara, ho 20 anni e sono una studentessa. Il mondo della comunicazione è ciò che più mi interessa, in particolare il cinema, la musica e l'arte in generale. Spero che i miei articoli vi siano d'aiuto e che, oltre la curiosità, siano capaci di alimentare i vostri interessi.