Nomi vietati nel mondo: non puoi chiamare tuo figlio come vuoi

Non ovunque si può decidere di chiamare come si desidera il proprio figlio: ecco le norme in diversi Paesi del mondo.

Non in tutte le parti del mondo puoi scegliere di chiamare tuo figlio come vuoi, in molti Paesi, infatti ci sono delle limitazioni nella scelta del nome da dare ad un bambino appena nato.

Se si escludono gli Stati Uniti, dove i genitori possono chiamare i propri figli praticamente come vogliono, in altri Paesi del mondo la legge è molto più severa ed impone delle regole da rispettare per non danneggiare il futuro del bambino e l’identità cultarale stessa del Paese-

Negli Usa dei genitori nazisti hanno potuto chiamare liberamente e legalmente il proprio figlio Adolf Hitler poichè la Costituzione degli Usa  offre ampia autonomia ai genitori nell’allevare i propri figli. Ma non in tutti i Paesi del mondo si ha la stessa libertà: molti stati pensano che se un genitore non ha a cuore l’interesse del proprio figlio quando gli assegna un nome ad intervenire deve essere il governo così come se il nome assegnato al neonato non rispetta l’identità culturale del Paese natio.

Norme sui nomi in Italia

In Italia uno dei divieti più noti è quello di non poter dare al proprio figlio lo stesso nome del padre (come invece accade in America se seguito da Jr) o di fratelli e sorelle viventi. Il divieto, invece, per i termini geografici come Italia, Asia, Oceano, è decaduto.

Norme nelle altre parti del mondo

In Francia sono i tribunali a stabilire se un nome non è nell’interesse del bambino e potrebbe portare alla sua derisione (esempi di nomi vietati sono Fragola, Demonio, Nutella, Mini Cooper…).

In Germania le norme sono molto rigorose e non si permette nessun nome di genere neutro e nessun nome di oggetto o prodotto così come sono proibiti i nomi che potrebbero influire negativamente sulla vita del bambino umiliandolo.

Anche in Svizzera le norme sono molto rigorose e vietano nomi che potrebbero essere dannosi per il bambino oppure offensivi per terze persone. Non si possono dare, inoltre nomi di personaggi biblici negativi (tipo Giuda), nessun nome associabile ad una marca (Chanel o Mercedes) o nomi di luoghi (Parigi).

In Islanda le regole sono ancora più rigorose e c’è un comitato di 3 persone che decide come i genitori possono chiamare i propri figli: se il nome non è nel registro dei nomi approvati i genitori devono chiedere l’approvazione ma circa la metà dei nomi presentati viene rifiutata per i requisiti rigorosi richiesti. I nomi, infatti, non possono contenere lettere che non compaiono nell’alfabeto islandese (C, Q, W) .

In Malaysia sono considerati indesiderati i nomi di animali, insulti, numeri, e cibo.

In una parte del Messico esiste un elenco di nomi esplicitamente vietati perchè derisori, che non hanno un senso o che sono imbarazzanti, come ad esempio Facebook, Rambo ed Escroto.

In Nuova Zelanda i nomi troppo lunghi sono vietati: il nome di un bambino deve avere meno di 100 caratteri ma sono vietati anche nomi che potrebbero sembrare o causare offese.

In Portogallo i nomi vietati sono raccolti in un elenco di 82 pagine: non sono accettati diminutivi e nomi non tradizionalmente portoghesi.

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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.