A lavoro frustate e bastonate, le parole choc di un operaio

La denuncia choc di un operaio di 40 anni circa, il quale afferma di essere stato preso a bastonate e ferito con una verga di plastica, parole orribili.

Siamo a Lucca. A parlare è un operaio, che preferisce restare anonimo, di quarant’anni presso una piccola impresa inserita nel settore della produzione di materie plastiche. Sembrerebbe la scena di altri tempi, ma purtroppo è ancora quello che accade ai giorni nostri. L’operaio continua la sua denuncia dicendo che quando un dipendente dell’impresa non svolgeva bene il proprio ruolo, il capo non si limitava a parole pesanti e ad insulti, con tanto di minacce, ma che in alcuni casi abbia addirittura utilizzato una verga di plastica frustando il mal capitato di turno. L’operaio ammette che egli stesso ne è stato vittima ed ha riportato un profondo solco sul viso ed un ematoma sotto l’occhio. Dopo poco ha anche scoperto di non essere stato l’unica vittima di questa oscenità. Cose da non credere.

Un lavoro di inferno, la denuncia dell’operaio

Purtroppo, solo questo operaio ha avuto il coraggio di denunciare, a differenza di tutti gli altri, non importandosene del fatto di perdere il posto di lavoro. Anche se, a pensarci bene, questo lo si può definire lavoro? Intanto, sono in corso degli accertamenti da parte dei carabinieri a cui l’operaio si è rivolto dopo essere stato al pronto soccorso.

Le ferite riportate non gli hanno permesso di lavorare per ben quaranta giorni. Ma non è finita qui. Di recente, lo stesso operaio ha scoperto che una dipendente è stata spinta contro la porta e che un altro collega sarebbe stato scaraventato contro un tavolo. Purtroppo, nessuna delle due vittime ha esporto denuncia. Il nostro operaio anonimo decide, invece, di farlo per tutelare non solo sé stesso ma anche i suoi colleghi.

Oltre al danno anche la beffa

L’operaio continua dicendo che non aveva senso rientrare in azienda e lavorare per quell’uomo come se nulla fosse accaduto. Ha così deciso di dimettersi per giusta causa, cosa non riconosciuta dall’azienda, anche perché, qualora quest’ultima l’avesse fatto, avrebbe dovuto ammettere le sue responsabilità. Questo non giova il quarantenne dato che ora non percepirà nemmeno la disoccupazione. Questo si aggiunge ad un trauma psicologico dovuto a mesi terribili passati lì dentro. Eppure, nonostante tutto, lui rinuncerebbe ancora. Parla di una situazione troppo amara e troppo attuale: l’essere sfruttati e sottopagati.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.