Abolizione assegno mantenimento nel decreto Pillon, la strumentalizzazione della voglia di paternità

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21/02/2019

Decreto Pillon, un modo di strumentalizzare un grande problema di genitori e figli che non può essere generalizzato con una legge.

Abolizione assegno mantenimento nel decreto Pillon, la strumentalizzazione della voglia di paternità

Il ddl presentato dal senatore leghista Simone Pillone, tra le altre cose, vuole abolire l’assegno di mantenimento per il figlio (mantenendo di fatto quello per il coniuge) obbligando i figli a vivere a periodi alterni con la madre e il padre separati o divorziati.

Pillon al riguardo ha spiegato che «il piano genitoriale tiene conto del tenore di vita cui è abituato il figlio. Chi ha più mezzi contribuisce di più». Ogni genitore, di fatto, manterrà il figlio durante il periodo che gli spetta e il bambino dovrà dividersi tra casa paterna e materna per il periodo stabilito dal tribunale.

Una direzione diametralmente opposta rispetto a quella intrapresa dalla legislazione negli ultimi decenni quando, pur essendo l’affido condiviso, i figli erano collocati in un’unica casa per evitare loro stress emotivo.

Pillon afferma che «Non possiamo sacrificare un genitore sull’altare dell’habitat del figlio».

Meglio quindi salvaguardare il benessere dei genitori che si separano per scelta o quello dei minori che devono subire questa scelta?

Meglio collocare un bambino 15 giorni presso la mamma e 15 giorni presso il papà.

Da sempre i bambini nella stragrande maggioranza dei casi sono collocati presso la madre che per loro sacrifica vita privata, carriera e vita sociale.

E’ vero che ci sono casi estremi in cui i padri sono vittime di ricatti morali, di oblio parentale, di madri che li mettono contro i figli, ma in tutto questo quello che deve sempre essere garantito è il benessere dei minori, la loro serenità, la loro stabilità e la persona che i bambini, soprattutto se piccoli cercano sempre è la mamma.

Il desiderio maschile di paternità in caso di separazione va soddisfatto, e questo è indubbio perchè ci sono ottimi padri a cui è impedito di esercitare i propri diritti genitoriali, ma tutto questo non va strumentalizzato politicamente e non si deve fare in modo che a rimetterci siano i figli.