Allarme legionella in Italia, 17 persone colpite e 3 morti, ecco dove

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25/07/2018

Legionella, allarme in Italia, continua a salire il numero delle vittime, ad oggi 17 persone colpite e 3 morti, ecco a cosa fare attenzione.

Allarme legionella in Italia, 17 persone colpite e 3 morti, ecco dove

Continua a salire il bilancio delle vittime di legionella in Lombardia.  Dopo i due anziani, un uomo e una donna di 94 anni, morti tra ieri e lunedì, un’altra donna è deceduta per le complicanze sopraggiunte dopo aver contratto il batterio.

La  situazione è critica, ci sarebbero  17 persone colpite e 3 morti al momento.

Accorgimenti per evitare il contagio da legionella

Tra gli accorgimenti per evitare il contagio con il batterio:

  • Pulire i filtri dei rubinetti, 
  • lasciare scorrere l’acqua 
  • aprire le finestre quando si fa una doccia calda
  • pulire molto bene i bacini d’acqua stagnante

legionellaLa  legionella non si trasmette bevendo l’acqua o con il contatto personale, ma per inalazione. L’esame microbiologico richiede circa dieci giorni per i risultati.

L’Italia è il paese europeo in cui si ha il maggior numero di casi di infezioni da Legionella

La maggior parte dei pazienti colpiti pare risiede o lavora nella parte Ovest della città di Bresso. La stessa che fu colpita dal batterio nel 2014 con sei casi e un morto. A distanza di quattro anni il problema ritorna e si fa più grave.

Sintomatologia 

La legionellosi può manifestarsi con due distinti quadri clinici: la Febbre di Pontiac e la Malattia dei Legionari. La Febbre di Pontiac, dopo un periodo di incubazione di 24-48 ore, si manifesta in forma acuta simil-influenzale senza interessamento polmonare, e si risolve in 2-5 giorni. I prodromi sono: malessere generale, mialgie e cefalea, seguiti rapidamente da febbre, a volte con tosse e gola arrossata. Possono essere presenti diarrea, nausea e lievi sintomi neurologici quali vertigini o fotofobia.


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La Malattia dei Legionari, dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni), si manifesta come una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. La sindrome pneumonitica non ha caratteri di specificità né clinici né radiologici. Nei casi classificabili come gravi secondo il punteggio “pneumonia severity index”, può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi, tosse produttiva associati alla obiettività fisica semeiologica del consolidamento polmonare.

Nei casi di gravità lieve (ma che poi se non adeguatamente trattati possono evolvere in polmonite grave) l‟esordio può essere insidioso con febbre, malessere, osteoartralgie, tosse lieve, non produttiva.

I quadri radiologici non sono patognomonici potendosi riscontrare addensamenti di tipo alveolare focali, singoli o multipli, monolaterali o disseminati con o senza evoluzione escavativa, come quadri inizialmente a impegno interstiziale.

A volte possono essere presenti sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci; alterazioni dello stato mentale sono comuni, generalmente non associati a meningismo. In un paziente affetto da legionellosi, a impronta sistemica possono essere presenti uno o più dei seguenti segni e sintomi: bradicardia relativa, lieve aumento delle transaminasi, ipofosfatemia, diarrea e dolore addominale.

Tra le complicanze della legionellosi vi possono essere: ascesso polmonare, empiema, insufficienza respiratoria, shock, coagulazione intravasale disseminata, porpora trombocitopenica e insufficienza renale.

La polmonite da Legionella non ha quindi caratteristiche cliniche che permettano di distinguerla da altre forme atipiche o batteriche di polmonite comunitaria, né ha stigmate specifiche che consentano di sospettarla tra le eziologie di polmonite nosocomiale e/o
dell‟ospite immunocompromesso.