Assegno di mantenimento: cambiano le regole, la proposta che piace ai papà divorziati

E’ stata presentata una proposta di legge che riguarda il divorzio e che modificherà aspetti come la residenza e l’assegno di mantenimento.

La decisione di due coniugi di divorziare, non comporta delle difficoltà soltanto dal punto di vista emotivo e sentimentale, ma soprattutto di legge. Una situazione molto delicata ed anche molto complessa è quello che segue il divorzio. E’ stato presentato, per tanto, un nuovo disegno di legge, voluto fortemente dalle associazioni dei padri separati e firmato dal leghista Simone Pillon, in commissione Giustizia del Senato. Il testo, che già ha fatto ampiamente discutere, cancella l’assegno di mantenimento, prevede il doppio domicilio per il minore e introduce l’obbligo della figura del mediatore familiare. Ecco di seguito i punti salienti della proposta di legge.

La riscossa dei papà

Negli ultimi anni il coniuge maschile della coppia separata o divorziata, si è trovato ad essere una sorte di “padri-bancomat”, che fornivano solo soldi, o “genitori della domenica”, a cui venivano dedicate poche ore rispetto alla madre. Il leghista Pillon si fa portavoce dei diritti dei padri separati e vuole garantire con la sua proposta, una maggiore parità tra i genitori in caso di separazione o divorzio.

Qualora le due parti non fossero d’accordo, sarà il giudice a decidere, e allora niente assegno di mantenimento al genitore “collocatario”, che nella maggioranza dei casi la madre, a cui l’altro genitore passa ogni mese una cifra stabilita per il mantenimento dei figli. Ad entrambi, poi, spetterà metà del sostentamento della prole.

Due residenze invece di una

L’assegno di mantenimento sparisce dato che i figli avranno due case, doppio domicilio e lo stesso tempo da trascorrere sia con la madre che col padre. Ciò significa che, salvo eventuali eccezioni come la salute della prole, i figli dovranno trascorrere non meno di 12 giorni al mese, compresi i pernottamenti, sia con la madre che con il padre. Garantendo in questo modo secondo il ddl, un rapporto equilibrato e continuativo con entrambe le figure genitoriali. Certo, questo è un bel punto della proposta, la quale però non ha tenuto conto che passando di casa in casa, questo comporterebbe uno “sballottamento” dei figli. 

Una terza figura

La coppia che ha i figli minori, per ottenere la separazione dovranno essere, per legge, seguiti da un mediatore familiare. Sono stati stabiliti i rispetti ruoli e competenze del mediatore che sarà una sorta di guida per gli ex coniugi nel gestire, nel miglior modo possibile per i figli, la separazione. E’ stata fissata la durata massima della mediazione a sei mesi e anche il pagamento per ogni incontro col mediatore.

Il pagamento in base al reddito

L’assegno di mantenimento non sarà fifty-fifty, ma il genitore che guadagnerà di più contribuirà di più, e inoltre, ci tiene a sottolineare Pillon, che il contributo è versato per i figli e non per gli interessi dell’altro ex coniuge.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.