Basta aggressioni ai docenti, in arrivo la proposta che divide

Negli ultimi tempi i docenti sono diventati oggetti di violenza fisica e verbale non solo da parte dei loro alunni, ma anche dai genitori di quest’ultimi per i motivi più disparati tra di loro. E’ necessario, quindi, introdurre un reato di aggressione all’interno del codice penale rivolto esclusivamente a tali docenti. Si spera, almeno, che questo possa indurre ad evitare situazioni del genere, anche perché di certo non sarebbe una cosa di cui essere fieri, sia come alunni, ma soprattutto come genitori.

Docenti aggrediti, è il momento di dire basta

A parlare di questo è direttamente il Ministro dell’Istruzione il quale sta valutando di passare alle “maniere forti” per cercare, almeno, di dare dei mezzi giuridici per fermare questo fenomeno vergognoso. Si tratta di una proposta che potrebbe essere introdotta all’interno del codice penale rientrante nel reato di aggressione nei confronti dei docenti della scuola pubblica, durante ovviamente l’esercizio delle loro funzioni.
La pena prevista da tale proposta è la perdita della patria potestà del genitore, in quanto si ritiene non idoneo a svolgere la funzione educativa sui figli qui genitori che commettono violenza. Ma non è tutto; si prevede per il genitore interessato l’arresto immediato in caso di flagranza di reato, e l’affidamento dell’alunno ad una comunità di rieducazione.
Qualora, poi la violenza debba ripetersi anche una seconda volta, si prevede una condanna di 5 anni di detenzione e, qualora, invece, i genitori aggressori siano dei dipendenti pubblici, è prevista anche l’interdizione dai pubblici uffici per un periodo di 10 anni.

C’è chi la pensa diversamente

Potrebbe essere strano, ma non tutti sono d’accordo con tale proposta. Infatti, molti ritengono che il metodo repressivo non sia quello più consono, ma sarebbe necessario agire dal punto di vista culturale, parlando con i genitori e gli alunni con progetti di educazione e formazione, sia a scuola che in famiglia.

 

Si tratta di una proposta, quindi non ancora parliamo di legge vera e propria eppure già ha diviso l’Italia. Che sia la modalità sbagliata o no, è doveroso mettere fine ad un fenomeno così vergognoso ed avere più rispetto della professione dei docenti i quali sono punti necessari nella formazione dei ragazzi.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.