Battute allusive, per la legge sono molestie?

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26/01/2020

Le battute allusive o subliminali non sono sempre dei modi goliardici per scherzare, ma diventano delle molestie soprattutto nel lavoro.

Battute allusive, per la legge sono molestie?

Le battute allusive o subliminali, che arrivano a toccare la dimensione sessuale, non sono per nulla banali ed innocui. Certo, bisogna fare una distinzione, bisogna anche capire nello specifico di che tipologia di battuta si sta parlando, da quella leggera tra gli amici di una vita a quella pesante che ci viene detta da chi non ci è amico per nulla. Spesso e volentieri le vittime di queste battute sono le donne, e se ne sentono davvero di tutti i tipi. Soprattutto le donne vengono infastidite con queste battute sul posto di lavoro, anche se magari si indossa una semplice gonna. In tal caso vi vogliamo parlare di un episodio che ha visto come protagonisti un uomo e due donne.

Battute allusive o subliminali, è davvero una molestia farle?

L’uomo della nostra storia ha rivestito il ruolo di chi offende e per questo motivo è destinato ad un anno di carcere e a risarcire le sue due vittime a causa delle offese fatte.

Le due donne erano due stagiste che lavoravano con lui, e quest’ultimo non solo ha fatto battute su di loro di chiaro sfondo sessuale, ma anche domande piuttosto intime.

Ha deciso poi di completare il tutto arrivando alle mani, toccando il loro sedere.

Così, costui è stato condannato a quelle pene poiché ha attuato il reato di violenza sessuale, nella fattispecie parliamo di molestia.

Che sia ben chiaro: ok la goliardia, ok scherzare su argomenti hot, ma solo se ne date voi il consenso di farlo.


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Se questo viene fatto da persone non proprio amiche, con quale non avete una certa confidenza, e soprattutto, se viene fatto senza il vostro consenso è molestia vera e propria.

E questo non vale solo se la battuta sessuale viene fatta da vicino, ma anche a telefono e anche se si tratta di inviti a cena con doppi fini o di richieste di approcci fisici,

Se c’è una forte componente di disturbo che sfocia nell’assillazione, allora siamo in presenza di vera e propria molestia.

Come abbiamo detto prima, spesso e volentieti tali battute vengono fatte sul luogo del lavoro ai danni delle donne soprattutto.

Quindi, è lecito chiedersi, qual è il ruolo del capo in questo caso?

Non si tratta di puri scherzi tra amici, non è un qualcosa su cui sorvolare, ma violenza che non può essere taciuta solo perché non si tratta di uno schiaffo o di una rissa.

E’ giusto, quindi, che chi ne è vittima richieda il risarcimento che sarà poi valutata dal giudice.

Il datore di lavoro, infine, che è a conoscenza di una tale situazione, per via diretta o indiretta, è obbligato a prendere dei provvedimenti al fine di tutelare chi viene molestato.

Se ciò non avviene, allora anche lo stesso è tenuto a risarcire la vittima.

 

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