Cacciare di casa il marito: quando è possibile e quando è reato

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06/04/2018

La legge obbliga i coniugi a vivere sotto lo stesso tetto: quando viene meno il dovere di coabitazione?

Cacciare di casa il marito: quando è possibile e quando è reato

Una moglie può cacciare di casa il marito? Quello che si deve tener presente è che la legge obbliga i coniugi a vivere sotto lo stesso tetto, ovvero nella casa coniugale, chi abbandona il tetto coniugale o lo fa abbandonare al coniuge rischia di commettere un reate tranne in 2 casi.

Il dovere della coabitazione, infatti, viene meno quando riccorrano gravi motivi (violenza ai danni della moglie o dei figli) quando lo disponde il giudice.

Al di fuori di queste 2 ipotesi, quindi, la moglie che caccia il marito di casa incorre in un reato, quello di violenza privata (a specificarlo è la Corte di Cassazione),

Quanto detto vale per le coppie sposate ma anche per i conviventi.

La donna che caccia di casa il proprio marito rischia non solo una sanzione penale ma anche il ritorn del coniuge nella casa coniugale (reintegrazione del possesso).

Come cacciare di casa il marito senza commettere reato?

E’ possibile cacciare il proprio marito di casa senza incorere in conseguenze penali:

  • ricorrendo al giudice civile, ad esempio per chiedere la separazione o il divorzio;
  • ricorrendo al giudice penale, ad esempio per chiedere l’allontanamento dalla casa familiare del coniuge a tutela dei componenti della famiglia;
  • in ipotesi di eccezionale gravità, cioè quando possono derivare conseguenze pregiudizievoli per la moglie o la prole e non c’è il tempo materiale di ricorrere all’autorità giudiziaria. Classici esempi sono i casi di maltrattamento, di percosse o di lesioni, che obbligano la donna a cacciare prima di casa il marito e poi a fare denuncia alle autorità.