Cambio orario abolito dal 2021. Ecco cosa ha deciso la Commissione Europea

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28/03/2019

La Commissione Europea ha deciso l’abolizione del cambio orario. Ecco le conseguenze

Cambio orario abolito dal 2021. Ecco cosa ha deciso la Commissione Europea

Dal 2021 non ci sarà più il cambio orario, la Commissione Europea ha votato a favore dell’abolizione dell’ora legale.

Vediamo quali sono le motivazioni di questa decisione, i vantaggi e gli svantaggi.

Passaggio ora legale/solare verrà abolito

Il Parlamento Europeo ha votato a favore della proposta della Commissione europea sull’abolizione del passaggio dell’ora legale a quella solare per il 2021.

Gli stati membri dell’Unione avranno il diritto di decidere il proprio fuso orario, se mantenete quello solare o quello legale. Quindi quello che si abolisce, è il cambio di fuso.

Gli Stati Membri dovranno comunicare le proprie decisione alla Commissione Europea, per coordinare i fusi ed evitare problemi economici al mercato interno (es.: in ambito trasporti, energia, finanza). Per scongiurare questi tipi di problemi, vi è una fase di negoziato con il Consiglio Europeo, verrà anche previsto una clausola per cui si potrà avere il diritto di presentare una proposta legislativa per il rinvio della direttiva fino ad un massimo di 12 mesi.

Quest’anno, l’ora legale scatta l’ultima domenica di marzo, le lancette verranno messe in avanti di un’ora e si perderà un’ora di sonno ma si guadagnerà un’ora di luce solare. Quindi di conseguenza si avrà un risparmio energetico.

L’ultima domenica di ottobre, invece, le lancette verranno spostate indietro di un’ora, il giorno sarà più luminoso di mattina ma farà buio prima la sera.

La consultazione

Questa decisione di abolire il cambio di orario è frutto di una consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea la scorsa estate e terminata lo scorso settembre con le dichiarazioni di Jean-Claude Juncker: “Milioni di cittadini ci hanno detto che non vogliono più il cambiamento dell’ora e la Commissione farà ciò che le è stato chiesto”.


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Hanno risposto più di 4,6 milioni di cittadini europei e l’84% ha chiesto di eliminare il cambio annuale dell’ora, da solare a legale e viceversa. Questa richiesta è stata fatta soprattutto dagli abitanti dei Paesi nordici e nei Baltici. Anche se questa consultazione non è vincolante, la Commissione vuole ascoltare la richiesta fatta anche perché la partecipazione è stata molto alta.

Ora legale, pro e contro

Molti studi scientifici riportano che il cambio l’orario comporta delle conseguenze negative sulla salute psico-fisica, mentre ormai i vantaggi sui risparmi energetici sono marginali, ciò grazie alle nuove tecnologie e al diverso modo di consumare corrente.

I benefici nel mantenere l’orario legale d’inverno, avendo così una giornata di luce solare più lunga, sono:

  • Un pomeriggio più lungo da sfruttare, a discapito di mattine più scure, ciò comporta anche un miglioramento della qualità della vita privata di ogni cittadino;
  • Aspetti positivi anche per il turismo;
  • Maggiore sicurezza stradale.

L’aspetto negativo è soprattutto per le imprese agricole, che si vedono privati delle ore di luce mattutina, importante per la loro produzione.

Dobbiamo, anche dire, che da uno studio dell’Europarlamento, è emerso che il cambio di orario farebbe guadagnare solo lo 0,34% dell’energia consumata a livello UE, con variazioni tra gli Stati.

In base ai dati rilevati da Terna (gestore della rete elettrica nazionale) nei 7 mesi di ora legale, in Italia, vi è una riduzione dei consumi di corrente elettrica di circa 550 milioni di chilowattora ogni anno; un dato che con gli anni va sempre più a diminuire, infatti dieci anni fa si risparmiava circa 640 milioni di chilowattora. Considerando un costo medio il risparmio è di circa 104 milioni di euro con picchi di risparmio nei mesi di aprile e ottobre, in cui le giornate sono più corte in termini di luce naturale.


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