Camminare veloce riduce il rischio di problemi cardiaci, ecco perché

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23/04/2018

Camminare è molto importante, e camminare veloce riduce il rischio di problemi cardiaci, c’è lo spiega un recente studio dell’Università di Ferrara.

Camminare veloce riduce il rischio di problemi cardiaci, ecco perché

Camminare veloce aiuta l’organismo e secondo un recente studio pubblicato realizzato dall’Università di Ferrata e pubblicato sull’European Journal of Preventive Caridiology, riduce il rischio di ospedalizzazione nei pazienti con problemi cardiaci.

La ricerca è stata presentata ieri a un congresso della Società Europea di Cardiologia. Gli studiosi hanno esaminato per tre anni 1.078 pazienti ipertesi, di cui l’85% era affetto anche da malattie coronariche e il 15% aveva anche una malattia valvolare.

Camminare veloce evita l’ospedalizzazione: la ricerca

Ai pazienti oggetto della ricerca, è stato chiesto di camminare per 1 km su un tapis roulant con un’intensità moderata. I pazienti sono stati classificati in tre categorie:

  • lenti (2,6 km / ora);
  • intermedi (3,9 km / ora);
  • veloci (5,1 km / ora medi).

Il risultato dello studio, ha rilevato che 359 pazienti erano camminatori lenti, 362 erano intermedi e 357 erano camminatori veloci.

Gli studiosi hanno registrato il numero di ospedalizzazioni per tutte le cause e la durata del ricovero nei successivi tre anni. I pazienti sono stati registrati nel dal Registro Sanitario Regionale della Regione Emilia-Romagna.

I ricoveri in tre anni

I ricoveri nei tre anni si sono così manifestati: 182 dei “lenti” (51%) hanno avuto almeno un ricovero in ospedale, rispetto a 160 (44%) dei camminatori intermedi e 110 (31%) dei camminatori veloci. Entrambi i gruppi hanno trascorso un periodo di ricovero in ospedale, cosi sintetizzato:

  • i lenti 4,186 giorni di ricovero in tre anni;
  • gli intermedi 2.240 giorni di ricovero in tre anni;
  • i veloci 990 giorni di ricovero in tre anni.

Se ne deduce che se si cammina velocemente si ha minor rischio di essere ospedalizzati, secondo la dottoressa Merlo: “Più è veloce la velocità di camminata, minore è il rischio di ospedalizzazione e più breve è la durata della degenza ospedaliera, poiché la ridotta velocità di marcia è un indicatore di mobilità limitata, che è stata collegata alla diminuzione dell’attività fisica”.

Ha continuato, spiegando che “Camminare è il tipo di esercizio più popolare negli adulti: è gratuito, non richiede un addestramento speciale e può essere svolto praticamente ovunque. Pur brevi, ma regolari, le passeggiate hanno notevoli benefici per la salute. Il nostro studio dimostra che i benefici sono ancora più grandi quando aumenta il ritmo del camminare”.

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