Cannavacciuolo: blitz dei Nas, il controllo nel bistrot torinese

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24/12/2017

Ispezione eseguita dai Nas nel locale torinese dello chef Antonino Cannavacciuolo, una multa di circa 1.500 euro, ecco perchè…

Cannavacciuolo: blitz dei Nas, il controllo nel bistrot torinese

Messa a dura prova la “pazienza” dello chef Cannavacciuolo, dopo l’ispezione eseguita dai Nas nel locale torinese. Le indagini si sono concluse con una multa di circa 1.500 euro con l’indicazione di una motivazione si pur chiara, ma molto contestabile, quale: “mancata registrazione della tracciatura di vari prodotti”.  In seguito è subentrata la denuncia per frode nei confronti sia della moglie dello chef Cinzia Primatesta che del direttore Giuseppe Savoia. La colpa, riguarderebbe l’inosservanza dell’indicazione sul menù dei cibi trattati con prodotti congelati.

Lo chef Cannavacciuolo ammette l’errore

Antonino chef molto rinomato nel settore, lascia trapelare tutta la sua indignazione sulle accuse di frode. Rimarcando il concetto, di aver si pur sbagliato con l’omessa dichiarazione delle materie congelate. Di certo, Cannavacciuolo – afferma – si tratta di poca cosa rispetto all’accusa di “frode”, che indica l’inganno del ristoratore verso i propri clienti.

La vicenda spiegata dallo “chef

Rammentiamo che Antonino Cannavacciuolo oltre a essere un ammiratissimo professionista,  è una delle punte di diamante nelle trasmissioni di “Masterchef” e “Cucine da incubo”. La vicenda è alquanto suggestiva lo chef, dichiara che la legge prevede per il pesce venga “congelato”. Nel menu vi era solo una piccola postilla che riportava la possibilità di prodotti congelati. Antonino pur ammettendo che trattasi un banale errore, condanna l’accusa di “malafede”. Di certo, provvederà ad aggiornare il menu indicando correttamente i piatti contenenti i  prodotti congelati.


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Alla domanda: perché c’era della pasta congelata? Lo chef chiarisce che non era per i clienti, per i quali minuziosamente si creano sempre dei piatti freschi. Fa presente che non buttano via la pasta in avanzo, la utilizzano per un consumo personale.

Perché i prodotti non erano tracciati? Un grossolano errore dovuto a delle schede in cui mancala l’esatta indicazione del fornitore, una mera questione di “tempo” ne ha impedito l’aggiornamento.

Una vicenda portata alla ribalta dalla “Repubblica”, alla quale, lo chef Cannavacciuolo ha dichiarato tutto il suo sdegno circa la triste storia, considerato la crisi tangibile in cui si trovano gli imprenditori italiani. Le regole vanno rispettate sempre, ma infondo queste “storie”, mettono in luce le difficoltà che si incontrano quotidianamente al lavoro. Nello stesso tempo lasciano trapelare la voglia di lavorare altrove, lasciandosi alle spalle il nostro Bel Paese.