Carta del Docente di 500 euro, cosa si può comprare e cosa no

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16/02/2020

A cosa serve davvero la Carta del Docente? Cosa si può comprare coi 500 euro del Bonus e cosa, invece, è vietato acquistare? Lo spiega il MIUR.

Carta del Docente di 500 euro, cosa si può comprare e cosa no

Cinque anni fa è stata introdotta la Carta del Docente, un bonus di 500 euro rivolto solo ai professori di ruolo e che deve essere usato solo per la loro formazione professionale e per l’aggiornamento. Tale carta non è prevista per i docenti precari, per chi lavora nelle scuole private e per il personale ATA. Essa, però, non è sempre stata trattata nel modo giusto da chi poteva utilizzarla, ed è emerso fuori che solo il 7% dei professori usa nel modo corretto il Bonus di 500 euro. Il MIUR ha deciso di chiarire una volta per tutte come usare correttamente la Carta del Docente.

Carta del Docente, come la si deve usare?

Il MIUR ritiene che con il Bonus di 500 euro si possano comprare i libri e i testi, sia in formato cartaceo che in formato digitale, ma anche pubblicazioni o riviste che abbiamo come scopo quello di aggiornare la figura del professore.

E’ possibie acquistare anche dispositivi come hardware e software, potersi iscrivere ad attività di aggiornamento e di qualificazione, ma anche a corsi di laurea, triennale, magistrale, specialistica o a ciclo unico.

E ancora: con la Carta del Docente ci si può iscrivere a corsi post lauream o a master universitari inerenti di tipo professionale, poter  assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche.

Entrare nei musei ed altre mostre oppure eventi sempre di tipo culturale.


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Passiamo, ora, ai NO, e cioè a come non dover usare la Carta del Docente.

I 500 euro del Bonus non possono essere usati per l’acquisto di stampanti e di cartucce, non possono essere comprate le pen drive e gli hard disc esterni.

Nemmeno altri dispositivi tecnologici come scanner, webcam o poter usare quei soldi per le spese relative all’Adsl.

Il  MIUR ha specificato il perché di questo divieto: tali dispositivi di materia tecnologica non fanno parte della formazione e dell’aggiornamento del percorso di ogni docente, soprattutto quando lo stesso ministero si è accorto come un grande numero di docenti abusasse di tale Bonus più per questioni private che professionali.

 

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