Cassa integrazione COVID Ristori Bis: come funziona la proroga e quanto dura, ecco le prime istruzioni Inps

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30/11/2020

Cassa integrazione COVID Ristori Bis: come funziona la proroga e quanto dura, ecco le prime istruzioni Inps

La cassa integrazione per Covid vede arrivare dall’Inps le prime istruzioni legate al decreto Ristori Bis. Nel recente messaggio si implementano importanti novità in favore dei lavoratori compresi all’interno del sussidio di welfare. In particolare, gli ultimi aggiornamenti prevedono l’estensione del beneficio a partire dalla data di entrata in vigore del provvedimento. 

Oltre a ciò, l’ente pubblico ha prorogato la scadenza riguardante l’invio di nuove domande di accesso alla Cig Covid. Risultano quindi interessate tutte le pratiche di fruizione e trasmissione dei dati relative al mese di novembre, con la nuova scadenza fissata al termine del mese successivo (31 dicembre 2020). 

La precisazione è stata inserita all’interno del messaggio Inps numero 4484 del 2020, pubblicato lo scorso 27 novembre. Alle prime indicazioni da parte dell’ente pubblico di previdenza farà quindi seguito un’apposita circolare, che sarà diffusa nel breve termine.


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Cassa integrazione Covid e decreto ristori: come funziona il provvedimento di welfare pensato per fare fronte all’epidemia

Dal punto di vista pratico il decreto ristori dello scorso mese di ottobre ha garantito una estensione della cassa integrazione ordinaria, dell’assegno ordinario e della Cig Covid per la durata di ulteriori 6 settimane. In questo modo si va a prolungare i periodi di cassa già garantiti sin dallo scorso mese di marzo con i due primi decreti Cura Italia e Rilancio. 

I nuovi periodi previsti all’interno di questo dispositivo di legge implicano quindi la possibilità di fruizione di massimo 6 settimane, collocate tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021. Nel caso in cui entro tali scadenze siano già state autorizzate ore di cassa residue basate su precedenti interventi normativi l’utilizzo ricadrà sul nuovo periodo. Questo comporterà però la contestuale riduzione del periodo complessivo di ammortizzatori dei quali le aziende potranno effettivamente usufruire. 

Cassa integrazione e decreto ristori bis: cosa cambia con il nuovo decreto legge

Con l’arrivo del decreto Ristori bis prende forma un ulteriore allargamento dei potenziali beneficiari della Cig. La misura si apre a tutti i dipendenti che risultano assunti a partire dallo scorso 9/11. L’intervento va a modificare i termini della normativa pregressa. Prende così forma la proroga dei termini di invio delle domande di accesso e della relativa trasmissione dei dati necessari a eseguire i pagamenti.


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Complessivamente ne risulta che le domande collegate a periodi di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio a partire dal mese di novembre possono essere presentate entro il prossimo 31 dicembre. In precedenza la scadenza era fissata a oggi 30 novembre 2020. 

Per quanto riguarda i periodi di riferimento, i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività a causa del coronavirus possono collocare le 6 settimane aggiuntive tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021. Come già anticipato, la nuova fase di fruizione degli ammortizzatori sociali non è accessibile per le aziende che non hanno ancora terminato le 18 settimane di Cig previste dal dl Agosto. Quest’ultime scadranno al prossimo 31 dicembre 2020. 

Cassa integrazione Covid-19: il punto della situazione sul ricorso agli ammortizzatori sociali

Rispetto al quadro appena evidenziato non è mancato il commento dei sindacati. In particolare, la Uil ha diffuso i dati di utilizzo degli ammortizzatori sociali legati alla Cig. Nel corso degli ultimi 7 mesi di emergenza (partiti dallo scorso aprile 2020) sono state autorizzate più di 3,4 miliardi di ore di Cig Covid. Complessivamente risultano coinvolti 2,9 milioni di lavoratori con contratto a tempo pieno e di lungo termine.

A questi beneficiari del meccanismo di sostegno devono poi essere sommati anche coloro che hanno usufruito della cassa integrazione straordinaria, oppure delle indennità fornite dai fondi di solidarietà alternativi. È il caso, ad esempio, del settore dell’artigianato o della somministrazione. Complessivamente questi ultimi producono ulteriori 128 milioni di ore autorizzate.

Secondo quanto indicato dalla segretaria confederale della Uil Ivana Veronese, “possiamo sostenere che il connubio cassa integrazione con causale Covid-19 e blocco dei licenziamenti sia riuscito fino a ora a garantire la conservazione del posto di lavoro di un’ampia platea di lavoratrici e lavoratori”. Per la sindacalista occorre quindi prorogare gli ammortizzatori (insieme al blocco dei licenziamenti) fino al termine di marzo 2021. Nel frattempo, risulta fondamentale anche prepararsi per il rilancio occupazionale che si renderà necessario e inevitabile quando l’emergenza sanitaria potrà essere considerata conclusa.