Colesterolo: aglio e olio di camelia, due alleati imbattibili

L’estratto dell’aglio e l’olio di camelia introdotti nell’alimentazione quotidiana, aiutano attivamente a ridurre il colesterolo cattivo.

Il colesterolo “cattivo”, interessa milioni di persone nel mondo, rientrando nella categoria dei nemici giurati delle arterie. Tanti sono gli studi rivolti a contrastare attivamente il colesterolo, per ridurre i rischi cardiovascolari. In questo articolo osserviamo come l‘aglio e l’olio di camelia, introdotti nella alimentazione ordinaria, si trasformano in alleati imbattibili.

La rivista Clinical Nutrition Espen ha pubblicato una relazione sullo studio di questi alimenti, promossa dall’Università della Florida focalizzata. La natura offrirebbe degli alimenti dai benefici straordinari contro il colesterolo cattivo. Infatti, sembrerebbe che l’estratto dell’aglio contenga delle peculiarità molto importanti, capaci di favorire lo smaltimento del colesterolo considerato cattivo. Uno studio diverso sull’olio di camelia ha portato alla luce le sue proprietà, ridimensionando la pianta classificandola come un elisir dalle benefiche qualità.

Come ridurre il colesterolo cattivo?

La prima nozione che scopriamo sul colesterolo è la sua essenzialità per il buon funzionamento dell’organismo. Si tratta di un grasso generato dall’80% dal fegato, e per il 20% dagli alimenti ingeriti quotidianamente attraverso l’alimentazione tipo carne, burro, formaggi ecc.

Lo troviamo in tutte le cellule del corpo insieme ai trigliceridi e fosfolipidi. Il colesterolo gioca un ruolo essenziale per l’organismo. A pregiudicarne i benefici sono i classici eccessi alimentari, che costringono il fegato a lavorare di più. L’organismo, giunto a questo punto, fa fatica a smaltire il colesterolo che si accumula nelle arterie.

Gli esperti hanno evidenziati come specifici cibi e bevande inseriti nel nutrimento quotidiano sono un vero toccasana, riuscendo ad attivarsi contro il colesterolo.

Per lo studio sono stati selezionati 51 soggetti obesi suddivisi in due gruppi. Il primo gruppo doveva assumere per sei settimane l’estratto dell’aglio. Al secondo gruppo è toccato il placebo, si tratta di una in sostanza somministrata regolarmente ai pazienti che credono di essere malati di una specifica patologia. Praticamente è stata innescata solo una semplice reazione psicologica.

In entrambi i gruppi è stato chiesto di non evitare le normali abitudini quotidiane sia durante i pranzi principali, che nel caso di attività fisica.

Cosa è emerso dallo studio?

Nel primo gruppo che aveva il compito di assumere l’estratto dell’aglio si è riscontrata una netta riduzione del colesterolo cattivo presente nel sangue, con la diminuzione dell’infiammazione cronica. Un ottimo risultato considerato che parliamo di uno degli elementi facilmente reperibile, e presente in tantissime pietanze.

Perché usare l’olio di camelia?

Un’analisi condotta dall’Università della Finlandia orientale sulle proprietà dell’olio di camelia, ha riscontrato nella piantina una forte presenza di acido alfa-linolenico, parliamo di un omega-3. I dati sono stati resi pubblici dalla Molecular Nutrition & Food Research.

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein