Combatte il tumore dopo 4 mesi di cure, ma perde il lavoro

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01/10/2019

A Mestre una donna appena guarita dal tumore viene licenziata dopo 4 mesi di assenza per curarsi. Lo racconta il marito in un’intervista al Gazzettino.

Combatte il tumore dopo 4 mesi di cure, ma perde il lavoro

Una donna malata di tumore si assenta dal lavoro curarsi. Una volta guarita torna definitivamente ma viene licenziata. La vicenda è accaduta a Mestre, Venezia, ed è stata raccontata dal marito al quotidiano Il Gazzettino.

Licenziata dopo tumore

Dopo 4 mesi di cure, la donna malata di tumore è tornata definitivamente al lavoro. A sua sorpresa, però, il posto non era più suo. A spiegarlo è il marito A.V., che ha rilasciato un’intervista al giornale locale “Il Gazzettino”.

Come riferito dall’uomo, la moglie ha lavorato per vent’anni in una ditta di pulizie con l’appalto alla caserma Matter di Mestre, alla Bafile di Malcontenta e a quella di Forte Sant’Andrea a Venezia. Purtroppo, però, si è improvvisamente ammalata di cancro e ha dovuto assentarsi per malattia per curarsi. Seppur il periodo di cura sia durato ben 4 mesi, la donna si è assentata da lavoro sì e no 10 giorni, spiega il marito.

L’accaduto

Cosa è successo allora? Dopo aver sconfitto la grave malattia, la donna è tornata a lavoro, dove subito è stata licenziata in presenza del rappresentante sindacale. La motivazione è stata la seguente: alla Matter, azienda dove la donna lavorava, i posti erano tutti occupati. Se avesse voluto continuare a lavorare, avrebbe dovuto, mettendo per iscritto la disponibilità allo spostamento, trasferirsi alla sede di Malcontenta.

Il marito tiene a precisare che “a giugno, quando si è presentata per riprendere il lavoro, lo ha fatto contro il parere dei medici, visto che le avevano consigliato di prolungare la convalescenza ancora di qualche mese per poter raggiungere la piena guarigione”. Inoltre, la donna usufruisce di Legge 104 per assistere la mamma anziana malata. La legge vieta di trasferire, senza consenso, un lavoratore che assiste un familiare disabile convivente. Secondo la legge, infatti, al lavoratore va assegnata di diritto la sede più vicina alla persona da assistere.

Dunque, si tratta di una vera e propria ingiustizia per la donna che, al momento, si ritrova senza un lavoro e ingannata dalla stessa società che l’ha licenziata.

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