Come si spiega l’ascesa di Matteo Salvini al Sud Italia?

Perché quella stessa Italia che veniva chiamata terrona da Matteo Salvini lo ha votato rispetto a tutti gli altri leader? Cosa si cela dietro questa ascesa?

Eppure, se pensiamo a pochi anni fa, il partito della Lega, addirittura prima di Bossi e poi di Salvini, avrebbe avuto consensi soltanto nella parte Nord del nostro paese, e in particolar modo dal Veneto, ma di certo non sarebbe mai arrivata al Sud. Prendiamo un dato con cui iniziare questa nostra ricerca: Matteo Salvini è stato il politico più votato nella Circoscrizione Sud. Insomma, una cosa troppo strana se rileggiamo le righe sopra riportate.

Eppure, al Nord la Lega è davvero ben radicata nel territorio, infatti esiste una rete di comuni e regioni dove la fiducia degli elettori va direttamente agli amministratori locali a prescindere dai vertici del partito. M non si spiega come i meridionali abbiano votato il suo leader, appunto Matteo Salvini. Secondo i dati, la Lega ha raggiunto il 23,5% al Sud e il 33,4% al Centro.

Dovrebbe essere difficile dimenticare il coro contro i napoletani che “puzzano” oppure un altro celebre “Roma ladrona”, ma nonostante questo proprio in queste zone, la Lega di Salvini ha ricevuto il consenso: a Napoli, si è passati da un misero 2% fino ad un incredibile 19,2% dello scorso 26 maggio.

L’ascesa al Sud Italia di Matteo Salvini, perché?

Salvini è stato davvero molto astuto in quanto è riuscito ad assicurarsi quelle che fino a pochi anni fa erano le roccaforti elettorali di Forza Italia, arrivando a guadagnarsi l’appoggio degli ex luogotenenti berlusconiani ora passati alla Lega. Si tratta di una politica basata sulla clientela la quale mira a “rubare” i voti degli altri partiti che sono ormai in declino. Stiamo parlando di persone che sono ormai stanche della vecchia guardia e che sperano di vedere qualcosa di nuovo affidando i lori voti ad altri partiti.

Altra mossa astuta di Salvini è stata quella di cambiare i temi dell’ideologia del partito, soltanto per un tornaconto elettorale. Infatti, abbiamo notato un primo cambio nell nome del partito: si è passati da “Lega Nord” a “Lega”. Dal punto di vista della comunicazione, Salvini ha presentato una Lega del tutto diversa da quella di Bossi, e l’elettorato gli ha creduto.

Altro tassello che ha saputo muovere per avere successo al Sud è stato il tema dell’immigrazione, presentando piuttosto come una invasione, che nella realtà dei fatti non esiste. Salvini ha rimpatriato meno immigrati di Minniti e i porti non sono mai stati chiusi.

Decreto Sicurezza, un paradosso

Arriviamo così al suo decreto Sicurezza, il quale si basa su di un paradosso: costringere i clandestini a vivere per strada, aumentando il senso di instabilità sociale che il vicepremier dice tutti i giorni di voler combattere. In pratica è come se avesse creato egli stesso una situazione spiacevole, che poco piace a tutti, pe poi presentarsi come l’eroe della situazione che tutti stavano cercando. Di qui lo sbaglio dei meridionali, i quali hanno dimenticato di essere legati ad una generazione di migranti discriminati al Nord o fuori dall’Italia, e di essere stato l’oggetto del precedente odio leghista.

Insomma, così facendo Salvini ha realizzato attorno a se una sorta di nebbia bianca capace di cancellare tutte le cattiverie del passato rivolte ai meridionali.

Infine, la nuova Lega è pur sempre figlia di quella vecchia Lega che urlava“Noi siamo celti e longobardi, non siamo merdaccia levantina o mediterranea”. Eppure, come si fa a dimenticare anni di insulti, di odio nei confronti dei meridionali solo perché sono collocati nella parte bassa del nostro paese. Come si fa?

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.