Concorsi pubblici 2023, cambiano tutte le regole: nuovi requisiti e come funziona

Autore:
Niccolò Mencucci
08/06/2023

Concorsi pubblici 2023, cambiano tutte le regole: nuovi requisiti e come funziona

Grosse novità in arrivo per i concorsi pubblici 2023, e questo non riguarda la tipologia di concorso in arrivo, ma proprio le modalità con cui si svolgeranno in futuro.

Infatti da quest’anno cambiano le regole di svolgimento dei concorsi pubblici. Tutto questo è previsto nelle modifiche contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica, che oggi verrà approvato dal Consiglio dei Ministri.

Concorsi pubblici 2023, cambiano tutte le regole

Dopo oltre un decennio di blocco delle assunzioni, la Pubblica Amministrazione ha iniziato ad assumere sempre più persone, anche a tempo indeterminato.

Nel complesso i lavoratori pubblici sono aumentati nel 2022 dello 0,8% arrivando a quota 3.266.180, al livello più alto dell’ultimo decennio. Anche se entro dieci anni il 33% dell’organico andrà in pensione, per questo il turnover sarà essenziale nei prossimi anni.

Lo stesso ministro della PA, Paolo Zangrillo, ha fatto presente che l’anno scorso sono state assunte 157mila persone, e quest’anno il programma prevede di assumerne 170mila.

E per garantire questo boom di assunzioni, la PA dovrà rinnovarsi, infatti da giugno sarà obbligatorio utilizzare le procedure digitali previste dal portale InPa anche per gli enti locali.

Concorsi pubblici 2023, come funzionano

Secondo quanto presentato dal ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, l’obiettivo dei nuovi concorsi pubblici 2023 sarà la celerità di espletamento.

Dopo anni di concorsi che duravano anche anni dalla presentazione delle domande, con la digitalizzazione dei processi d’assunzione, sarà possibile portare a conclusione delle procedure al massimo entro sei mesi a partire dalla scadenza per la presentazione delle domande.

Anche nel caso di concorsi presso Enti Locali, generalmente più in difficoltà con la digitalizzazione. Infatti l’iter si svolgerà attraverso la piattaforma InPa. Così, d’ora in poi, non ci sarà più la pubblicazione dei concorsi in Gazzetta Ufficiale.

A sua volta, i candidati potranno partecipare a più selezioni e per più territori contemporaneamente. E in caso di gap superiore al 30% all’interno delle domande presentate, la nuova norma promuoverà il rispetto della percentuale di rappresentatività dei generi nell’amministrazione che lo bandisce.

È un sistema che andrà a incentivare l’equilibrio di genere nella pubblica amministrazione, perché chi appartenere al sesso in minoranza, in caso di gap, esso costituirà un titolo preferenziale.

Concorsi pubblici 2023, quali sono i requisiti

I requisiti per accedere ai concorsi pubblici 2023 sono quelli relativi alla propria posizione anagrafica, giudiziaria e scolastico/universitaria.

A parte i primi due casi, pressoché uguali tra i vari concorsi, quali la residenza in Italia o la cittadinanza (in alternativa, anche il permesso di soggiorno in corso di validità, se permesso dal concorso), i titoli di studio possono cambiare a seconda della posizione che si vuole andare a coprire.

Dato il passaggio a procedure digitali, sarà necessario per chi vuole fare domanda l’essere in possesso di strumenti di identificazione digitale come lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la CIE (Carta d’Identità Elettronica).


Leggi anche: Come i conti correnti online stanno cambiando le abitudini di spesa dei consumatori

Concorsi pubblici 2023, ecco quali usciranno quest’anno

Il 2023 è stato un grande anno per i concorsi pubblici, al punto che anche le aziende parastatali hanno cominciato ad aprire a nuove assunzioni.

È il caso delle Ferrovie dello Stato, sempre aperta a nuove assunzioni soprattutto nel comparto “Sicurezza”, specie a seguito delle nuove disposizioni da parte del Ministero degli Interni.

Solo sul piano della PA ricordiamo il concorso pubblico del Ministero di Grazia e Giustizia, anche se limitato ai soli laureati. Indubbia però l’uscita di altri concorsi pubblici nei prossimi mesi, anche con contratto a tempo indeterminato.

L’essenziale è che la domanda si mantenga stabile, altrimenti si rischia il default amministrativo. E non sarà facile, perché stando alla ricerca “Ripartiamo dalle Persone“, presentata in apertura del Forum Pa 2023, circa due vincitori su dieci rinunciano al posto, con punte del 50% per quelli a tempo determinato.

Le foto presenti in questo articolo sono concesse in licenza a Giddy Up srl