Conto corrente: eccessivi prelievi e versamenti allertano il Fisco

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19/02/2020

Troppi movimenti del conto corrente potrebbero insospettire il Fisco. Quando quel prelievo di troppo finisce nelle segnalazioni dell’Uif. La zavorra fiscale è sempre pronta a colpire, come difendersi?

Conto corrente: eccessivi prelievi e versamenti allertano il Fisco

Il conto corrente degli italiani acquista ogni giorno un punto in più di conversazione, finire nella zavorra fiscale è più semplice di quello che si può immaginare. Quando un prelievo o un versamento eseguito in modo troppo celere attiva la segnalazione all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (Uif). Quando dalla avviso si passa all’accertamento fiscale? 

Conto corrente: avvio della procedura di controllo dell’Agenzia delle Entrate

I correntisti temono più i controlli fiscali che partono dai conti bancari. Del resto essere accusati di aver operato in modo non conforme, non è una bella cosa. Oltre, alle varie incombenze del caso, si innesca anche un meccanismo di mortificazione, una sottomissione nel complesso non semplice da gestire.

Tuttavia, è bene sapere che stati eseguiti i primi controlli sulle regolarità bancarie su 33,5 milioni di operazioni (versamenti e prelievi), ed è emerso che nella prima metà del 2019 sono stati scandagliati circa 178 miliardi di euro. Un controllo dettagliato della movimentazione del denaro contante suddiviso tra: prelievi e versamenti. E, così sono state analizzate le spese ritenute di origine “sospette”. Parliamo dei movimenti di denaro del conto corrente effettuati, ad esempio, per pagare le spese del dentista (forse) senza ricevuta, un versamento non supportato dalla dichiarazione dei redditi, un regalo in denaro contante elargito per un figlio e così via. Qualsiasi sia il movimento, una cosa è certa per diversi correntisti è scattato un accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

Conto corrente: quanto si può prelevare in un mese senza rischiare un controllo?

La normativa attuale prevede che il correntista dal proprio conto corrente, possa prelevare una somma pari a 10 mila euro mensili. Nel momento in cui si supera tale soglia, senza il supporto di una motivazione con prova, e senza la collaborazione di un operatore intermediario, scatta la prima segnalazione che viene effettuata come da prassi dall’istituto di credito. In alcuni casi, è l’operatore allo sportello che registra l’operazione che viene poi trasmessa nel rapporto mensile all’Uif.

In sostanza, l’istituto di credito ragguaglia l’Uif  dei movimenti ritenuti “illeciti”, poi se l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia lo ritiene opportuno trasmette il fascicolo nelle mani dell’Agenzia delle Entrate, e in presenza di una considerevole frode fiscale che sfocia in un reato penale, interviene la Procura della Repubblica.


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