Crisi di governo: cosa accade in caso di esercizio provvisorio dello Stato?

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20/08/2019

Cosa accade ad un Paese quando scatta l’esercizio provvisorio? Scopriamolo insieme e vediamo quali sono le possibili vie per l’Italia.

Crisi di governo: cosa accade in caso di esercizio provvisorio dello Stato?

Abbiamo illustrato nell’articolo di ieri come scongiurare l’aumento dell’IVA per ripianare il debito pubblico, mentre oggi vediamo cosa significa esercizio provvisorio dello Stato.

Dalla crisi di governo, come ormai tutti abbiamo capito, dipendono le sorti di diverse partite avviate nel 2019 dall’attuale esecutivo. Se dovesse esserci un nuovo governo derivante dal voto in autunno, l’esecutivo appena entrato dovrebbe occuparsi della legge di Bilancio che si preannuncia essere una manovra “lacrime e sangue” per quasi tutti gli italiani. L’ultima parola sulle misure da rifinanziare il prossimo anno (Reddito di cittadinanza, pensione quota 100, eventuale flat tax…) dipendono quindi a chi siederà nei prossimi mesi sugli scranni del governo che dovrà provvedere anche alla prossima Legge di Bilancio.

Ma se la manovra finanziaria non dovesse essere approvata entro il 31 dicembre 2019 cosa accadrebbe? Se la manovra non viene approvata entro la fine dell’anno scatra l’esercizio provvisorio (che può durare al massimo 4 mesi) una condizione che limita la capacità di spesa dello Stato.

Potrà, infatti, essere utilizzato soltanto un dodicesimo di quanto autorizzato.

In Italia è già successo che scattasse l’esercizio provvisorio ma in questo particolare momento quello che preoccupa maggiormente in caso ci si trovasse in questa condizione, è quella che potrebbe essere la reazione dei mercati e degli investitori. Potrebbe, infatti salire lo spread rendendo, automaticamente, più alti gli interessi di coloro che hanno prestato denaro all’Italia. Ma non solo. Salirebbero anche gli interessi dei mutui per ripercussione.


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Chi può fare in modo che questo periodo difficilissimo per la politica e l’economia italiana sia gestito al meglio? Molto probabilmente, come ripetono quasi tutti i politici, potrebbe essere chiamato il presidente Mattarella ad indicare la strada migliore da seguire per avere le minori ripercussioni possibili.

Sicuramente piazzare le elezioni in autunno, quando il governo dovrebbe provvedere alla legge di Bilancio e a risanare i conti pubblici, non darebbe una buona impressione del nostro Paese rischiando, anche in questo caso un contraccolpo da parte dei mercati e dello spread. La via migliore potrebbe essere quella di un governo tecnico che accompagni il Paese alle elezioni in primavera e si occupi, al tempo stesso, della manovra finanziaria assumendosi questa grossa responsabilità.