Di Maio: lo stallo politico non è colpa di Berlusconi

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09/05/2018

DI Maio non da la colpa a Berlusconi per l’impasse politica, ma i primi colpevoli, secondo lui, sono Salvini e Renzi.

Di Maio: lo stallo politico non è colpa di Berlusconi

Secondo Luigi Di Maio l’impasse politica che stiamo vivendo a due mesi dal voto non sarebbe colpa di Silvio Berlusconi sollevando il leader di Forza Italia da ogni responsabilità

“Se siamo arrivati fin qui è perché ci sono dei responsabili e se dovessi fare una graduatoria delle responsabilità di questo blocco e del ritorno al voto, in cima sicuramente c’è Salvini, che ha scelto Berlusconi al cambiamento” ha dichiarato Di Maio.

Continuando a stilare la sua classifica Di Maio mette subito dopo Salvini, Matteo Renzi “che ha ingannato il suo partito e l’opinione pubblica, prima con la possibilità di un’apertura e poi ha fatto saltare tutto. Il Pd è andato da Fico a dire che c’era un dialogo senza aver consultato tutti e poi Martina che si è piegato ai diktat renziani, e in fondo c’è Berlusconi. Tutte queste persone potevano decidere di andare in una direzione o in un’altra invece sia Renzi, sia Salvini e di riflesso Martina hanno deciso di restare legati a Berlusconi. Facciano le loro scelte io sono sempre stato onesto, con Berlusconi ci siamo sempre detti pubblicamente cosa pensavamo uno dell’altro io sono stato anche invitato a pulire qualcosa a Mediaset…”.

Un governo politico: DI Maio ancora ci crede

DI Maio ancora non ha perso del tutto la fiducia di arrivare ad un governo politico e che anche se ci ha provato negli ultimi 60 giorni, non ci sono stati colpi di scena clamorosi.

“Stamattina c’è la nostra riunione per la raccolta fondi – ha spiegato – domani sono in partenza, siamo già in campagna elettorale. Se ci dovessero essere novità – ha detto poi riguardo alle parole di Salvini – bisogna innanzitutto informare il Quirinale, perché abbiamo già attentato troppo alla pazienza del Presidente della Repubblica, altrimenti si torna al voto”, ribadisce il capo politico dei 5 Stelle tornando sull’ipotesi di modificare “la legge Tremaglia, così andiamo alle urne prima senza attendere il 22 luglio”