Diamanti Idb: Banco Bpm estende ed aumenta le offerte, ma non soddisfa ancora i clienti

Firenze, 24 Settembre 2018. Dopo una prima fase che ha visto proposte di rimborsi solo al 15% – 20% del prezzo pagato, pari alle provvigioni incamerate, Banco Bpm ha in primavera iniziato a mettere sul tavolo (vero, non i tavoli o tavolini annunciati e mai partiti) delle somme più concrete, che però non si potevano considerare soddisfacenti.
Avevamo quindi approntato un nuovo testo di reclamo da presentare alla banca, per far presente come altre grosse banche avessero deciso di rimborsare in toto i clienti valutando non solo i rischi legali ma anche quelli reputazionali, e che in caso di risposta non soddisfacente si sarebbe presa in considerazione l’estinzione di tutti i rapporti in essere con Banco Bpm.

La nostra iniziativa, seguita da un gran numero di clienti, ha colto nel segno. Agosto è stato un mese denso di appuntamenti nelle agenzie del Banco Bpm, appuntamenti che ancora proseguono con convocazioni e riconvocazioni dei clienti.
L’offerta standard di Banco Bpm è diventata pari al 60% del prezzo pagato dal cliente, che rimarrebbe in possesso dei diamanti. Diciamo standard perché non poche volte “ci provano” e offrono solo il 40% o il 50%, mentre in alcuni casi si arriva anche al 70%. Sempre coi diamanti che restano al cliente ma che spesso hanno un valore netto di realizzo pari al 15% o poco più del prezzo pagato. Non si deve infatti prendere in considerazione il valore commerciale ma l’importo netto che si intascherebbe in caso di vendita del diamante.
La somma attualmente offerta dal Banco Bpm, qualunque essa sia, non compensa l’intero surplus pagato rispetto al vero valore di mercato dei diamanti. Accettare l’offerta, quindi, vuol dire accettare una perdita non da poco.

Altro aspetto negativo è dato dall’atteggiamento dei dipendenti di Banco Bpm durante gli incontri: riescono ancora a trovare il coraggio di affermare che “il prezzo dei diamanti posseduti dai clienti è precipitato a causa della caduta del mercato causata dalla rilevanza mediatica data dalle puntate di Report e delle Iene”, e che “ai clienti conviene assolutamente accettare l’offerta della banca perché dopo il 17 ottobre, con la sentenza del Tar del Lazio, la banca risulterà pulita e a quel punto non dovrà rimborsare niente a nessuno”.
A parte il fatto che il vero mercato dei diamanti (non il “mercato parallelo” di Idb e Dpi) è proseguito regolarmente e non è stato certo nemmeno scalfito da Report o dalle Iene, se anche il Tar del Lazio dovesse in qualche maniera accogliere le istanze della banca, ciò non sancirebbe affatto la conclusione della vicenda.

Avevamo chiesto al Banco Bpm di risarcire l’intero importo investito dal cliente facendosi restituire i diamanti, come altri grandi istituti hanno fatto. Banco Bpm ha invece scelto la strada dei rimborsi parziali, ma i mesi di agosto e settembre sono serviti a comprendere che il livello delle offerte non è ancora gradito dalla clientela. A nostro modo di vedere, al Banco Bpm non hanno compreso appieno che stavolta i clienti ce l’hanno con la banca, ed esclusivamente con essa. Non si tratta di un’obbligazione finita in default (ragionevolmente, chi mai avrebbe previsto il fallimento di Lehman Brothers?), ma di un “ottimo investimento di lungo periodo” spinto dalla banca e rivelatosi invece una solenne fregatura. I clienti non sono disposti a trascendere, insomma, ed al Banco Bpm dovrebbero valutare il danno reputazionale molto più di quanto stiano facendo. Per fare un esempio, Aduc sta fornendo assistenza anche a numerosi bancari e consulenti della concorrenza, i quali hanno gioco
facile nel mostrare ai clienti come il Banco Bpm li abbia turlupinati coi diamanti, invogliandoli a trasferire presso di loro tutti i rapporti intrattenuti con l’Istituto.

Aduc assiste chi vuole adire le vie legali, così come chi desidera scegliere al meglio tra l’offerta dell’Istituto e la causa, decisione che consigliamo di ponderare a seconda del proprio caso specifico, degli importi in ballo e dell’offerta ricevuta. Ciò non vuole affatto dire che Aduc getti la spugna nei confronti del Banco Bpm, e nemmeno vuol dire che Aduc voglia accordarsi col Banco Bpm. Aduc, come sempre, valuta la realtà. Una causa presenta dei costi, dei tempi ed una quota di incertezza riguardo l’esito. Se la banca alzasse l’offerta, la si potrebbe valutare raffrontando l’importo proposto con le probabilità di vincere la causa nel proprio specifico caso, oltre che coi tempi e coi costi della stessa. A decidere è sempre e soltanto il cliente, e non Aduc per conto suo.

I clienti, del Banco Bpm e non solo, interessati all’assistenza di Aduc sulla vicenda dei diamanti Idb e Dpi possono contattarci mediante tutti i nostri canali di comunicazione

Anna D’Antuono
Avvocato, consulente Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

Notizie scritte dalla redazione di cronaca, notizie, salute, viaggi, gastronomia e musica di NotizieOra.