Diritto di abitazione del coniuge superstite separato, la sentenza

Il diritto di abitazione del coniuge superstite separato viene chiarito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza 5 giugno 2019 n. 15277. La Corte stabilisce che il diritto del coniuge superstite di abitare la casa già adibita a residenza familiare, se di proprietà del defunto o di proprietà comune di entrambi i coniugi, e di usare […]

Il diritto di abitazione del coniuge superstite separato viene chiarito dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza 5 giugno 2019 n. 15277. La Corte stabilisce che il diritto del coniuge superstite di abitare la casa già adibita a residenza familiare, se di proprietà del defunto o di proprietà comune di entrambi i coniugi, e di usare i mobili che la corredano (art. 540, c.2, C.C.) non spetta in caso di separazione legale; l’applicazione della norma è condizionata all’effettiva esistenza, al momento dell’apertura della successione, di una casa adibita a residenza familiare.

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Separazione e comunione dei beni

La Corte di Cassazione, con la sentenza 28 febbraio 2018, n. 4676, ha affermato che i beni soggetti al regime della comunione legale coniugale rimangono disciplinati da tale regime, anche dopo che i coniugi abbiano adottato il regime di separazione dei beni.

Prima della citata sentenza non era mai stato messo in discussione che l’adozione del regime di separazione dei beni, di parte dei coniugi in comunione legale, avrebbe comportato la sottoposizione alle regole della comunione “ordinaria” dei beni acquistati durante la vigenza del regime di comunione legale.

Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”