Domanda REI respinta? Ecco cosa fare per il riesame

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24/07/2018

Riesame della domanda REI.  L’INPS con un messaggio del 20 luglio scorso ha fornito  le istruzioni sulle modalità di richiesta e sulla verifica dei requisiti.

Domanda REI respinta? Ecco cosa fare per il riesame

Riesame della domanda REI: l’INPS con un messaggio del 20 luglio scorso ha fornito  le istruzioni sulle modalità di richiesta e sulla verifica dei requisiti.

Cos’è il REI?

reiIl Reddito di inclusione (REI) è una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale, condizionata alla valutazione della condizione economica. I cittadini possono richiederlo dal 1° dicembre 2017 presso il Comune di residenza o eventuali altri punti di accesso indicati dai Comuni. Il REI si compone di due parti:

  1. un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI);
  2. un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune.

Dal 1° gennaio 2018 il REI ha sostituito il SIA (Sostegno per l’inclusione attiva) e l’ASDI (Assegno di disoccupazione).

Come verificare lo stato della domanda?

Dal portale INPS è possibile verificare lo stato della domanda. L’esito dovrebbe essere comunicato con comunicazione scritta.

Domanda respinta?

La domanda di riesame dovrà essere presentata entro 30 giorni dal ricevimento dell’esito. La domanda di richiesta di riesame per richiedere il reddito di inclusione dovrà essere presentata in una delle seguenti modalità:

  • in forma cartacea, direttamente allo sportello;
  • all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) reperibile sul sito INPS;
  • per posta ordinaria.


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Cittadini di serie A e di serie B?

I cittadini in stato di necessità che hanno chiesto di beneficiare del REI da dicembre scorso hanno dovuto barcamenarsi in una procedura più restrittiva e in molti casi lunga. Per chi invece  richiede il reddito di inclusione, a partire dal 1° luglio 2018 conteranno soltanto i requisiti economici.

Di certo è che questa misura nata sulla carta come contrasto alla povertà nei fatti viene messa in atto in maniera differente anche in base alla zona di residenza.