E se le patatine fritte curassero la calvizie?

Secondo una ricerca, le patatine fritte potrebbero essere in futuro un grande alleato contro la calvizie che negli ultimi anni affligge soprattutto le donne.

Una possibilità assurda quanto fantasiosa, ma anche vera dato che questo è quanto emerso da una ricerca scientifica. Infatti, è emerso che le patatine fritte, in particolare quelle dell’azienda ormai famosa in tutto il mondo, McDonald’s, sarebbero in grado di risolvere il problema della calvizie. Ormai, sempre più persone ne soffrono, e oltre ai maschi, anche le femmine. Per quanto riguarda quest’ultime, dal punto di vista estetico, essere calve non è proprio una bella cosa, viceversa per gli uomini, i quali ormai hanno accettato la cosa e, addirittura, sembra che gli uomini pelati siano addirittura più sexy di quelli con i capelli. Un esempio? Il commissario Montalbano interpretato dall’attore Luca Zingaretti. Ma ritorniamo alla nostra ricerca scientifica: seguiamo le varie fase della vicenda di seguito.

Patatine fritte, quelle di McDonald’s possono risolvere la calvizie

Andando nel dettaglio, sono state scelte le patatine di McDonald’s poiché esse, a differenza delle altre patatine fritte, presentano un componente chimico, il quale risulterebbe essere la chiave per curare il problema della calvizie.

Questo è quanto emerso da una ricerca della Yokohama National University, che è stata pubblicata sulla rivista scientifica “Biomaterials“. La ricerca in questione si è incentrata sul dimetilpolisilossano, permeabile all’ossigeno, in sostanza stiamo parlando di un componente utilizzato nell’olio per friggere, ritenuto molto importante dagli studiosi dato che permette una maggiore stabilità termica e agisce come antischiuma.
Sempre a detta di questa ricerca scientifica, è stata fatta una prova su dei topi: gli studiosi hanno iniettato questa molecola nei topi e come effetto è stato riscontrato un aumento della produzione di oltre 5000 germi del follicolo pilifero.

Le dichiarazioni degli studiosi della ricerca

A detta dell’autore Junji Fukuda:

“Il metodo è molto semplice ,è un metodo robusto e promettente. Speriamo che questa tecnica riuscirà a migliorare la terapia rigenerativa dei capelli umani utilizzata per trattare calvizie come l’alopecia androgenetica“.

Aspettiamo ulteriori aggiornamenti per questa ricerca bizzarra quanto speranzosa per chi soffre di calvizie.

Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.