Epidemia in arrivo dalla Svizzera, colpiti 230 pazienti, un batterio resistente agli antibiotici

-
09/09/2018

Allarme epidemia per un batterio in arrivo dalla Svizzera, già 230 casi, preoccupazione all’Ospedale universitario di Berna, un batterio resistente agli antibiotici.

Epidemia in arrivo dalla Svizzera, colpiti 230 pazienti, un batterio resistente agli antibiotici

Allarme epidemia per un batterio in arrivo dalla Svizzera. Le preoccupazione all’Ospedale universitario di Berna per un microrganismo particolarmente difficile da debellare, resistente agli antibiotici.

Il batterio ha già colpito 230 pazienti negli ultimi 8 mesi. Difficile da debellare, definito uno ‘tsunami’ di resistenza agli antibiotici che si diffonde sempre di più a livello globale.

Gli esperti, la definiscono un’epidemia unica nel suo genere, mai visti casi così gravi in Svizzera. Si tratta di un’infezione causata da batteri chiamati enterococchi vancomicina-resistenti (VRE), che hanno già colpito 230 pazienti negli ultimi 8 mesi, resistenti praticamente a tutti i farmaci una volta efficaci.

Allerta epidemia

La gravità al momento non sta tanto nei sintomi: la maggior parte delle persone non riporta danni. Ci sono casi di infezione invece tra chi ha un sistema immunitario indebolito, ad esempio per una cura antitumorale, per loro si è fatto ricorso ad antibiotici speciali.

Fino ad ora nessuno è deceduto, ma più i batteri si diffondo, maggiore è la probabilità che colpiscano qualcuno intollerante o allergico agli ultimi antibiotici che fanno effetto. A preoccupare ora è soprattutto il fatto che “non si sa come i batteri si diffondano”, ha spiegato il dottor Jonas Marshall, responsabile per l’igiene all’Inselspital di Berna, dove sono state adottate varie misure: pazienti in isolamento, più disinfezioni, migliaia di analisi intestinali.

Non possiamo garantire che riusciremo a debellarlo, dice Marshall, ma faremo tutto il possibile”. L’ospedale bernese non ha informato attivamente l’opinione pubblica dell’arrivo di questo batterio che ha già causato molti problemi in Australia. L’allarme però è scattato negli ambienti sanitari.

La Confederazione due mesi fa ha creato una task-force per elaborare una strategia nazionale per la lotta a questi enterococchi. Solo due mesi fa… si potrebbe pensare. “Ma non siamo in ritardo”, rassicura Daniel Koch, capo della Divisione malattie trasmissibili all’ufficio federale della sanità pubblica. “Di certo il sistema sanitario svizzero non è centralizzato, la competenza è dei Cantoni. Per questi problemi che oramai sono globali ci vuole quindi un maggior sforzo di coordinamento”.

I batteri VRE ad ogni modo non sono gli unici a preoccupare. Secondo Swissnoso, il centro nazionale per la prevenzione delle infezioni negli ospedali, le multiresistenze agli antibiotici si diffondono sempre di più a livello globale. Cinque anni fa, infezioni del genere erano quasi sconosciute. Sempre più ricercatori rilevano come ormai molti dei batteri presenti nell’acqua, negli animali, nel suolo, nei liquami e persino nelle madri, siano immuni praticamente a tutti gli antibiotici.


Leggi anche: Allarme resistenza agli antibiotici: nel 2050 farà più decessi del diabete e del tumore

L’uso incontrollato degli antibiotici, il pessimo stato igienico e il sovraffollamento, uniti alla mancanza di monitoraggio del problema hanno creato uno ‘tsunami’ di resistenza agli antibiotici che si sta diffondendo in tutto il mondo. Infatti sono già stati trovati superbatteri,  con codice genetico identificato per la prima volta diffusi nel mondo, dalla Francia e Giappone, all’Oman e gli Usa ed ora anche in Svizzera. Speriamo che l’Italia resti immune.

Fonte: Sportello dei diritti

Epidemia Batterio