Festa Gigli di Nola 2019: patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’Unesco

La festa dei Gigli di Nola, è stata inserita dal 2013 nel patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’Unesco: tra storia e cultura.

La festa dei Gigli di Nola, è stata inserita dal 2013 nel patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’Unesco, che include oltre 500 feste popolari distribuite nell’intera Europa, un inno alla tradizione popolare e religiosa molto sentita al Meridione. Migliaia di persone accorrono a Nola in provincia di Napoli, secondo la tradizione, da tutte le zone d’Italia e anche dall’estero, quest’anno la Festa dei Gigli si svolgerà domenica 30 giugno 2019 e sarà come sempre l’occasione per celebrare le gesta di San Paolino di Nola, Vescovo della città, al quale è dedicato l’evento.

Festa dei Gigli: la storia

Al di là del patrono, i protagonisti sono i Gigli, obelischi di legno danzanti di oltre venti metri sostenuti da gruppi di persone sottostanti chiamati “cullatori”. La meraviglia che suscitano incrocia folklore e fede, per gli abitanti di Nola la festa rappresenta un momento di esaltazione che conferma ogni anno la devozione secolare nei confronti di San Paolino nata circa 2000 anni fa.

La storia narra, che in quel periodo a Nola c’era devastazione da parte dei vandali, e dopo la morte del Vescovo Paolino avvenuta il 22 giugno del 431 d.c., Papa Gregorio in un suo dialogo sulla carità decise di raccontare le peripezie a cui fu sottoposto Paolino durante le invasioni barbariche.

Paolino usava tutte le risorse possibili come scambio per riavere i prigionieri, ma una storia in particolare lo commosse. Ad una donna, vedova, gli era stato preso il figlio e mandato come schiavo in Africa alla corte del Re. Finite le risorse per un eventuale scambio, si propose lui a scambiarsi con il figlio della vedova, e partito per andare in Africa con la vedova, arrivati li avvenne lo scambio.

Durante la sua permanenza alla corte del Re, Paolino si finse giardiniere, e si conquistò la simpatia di alcuni cortigiani esprimendo profezie. Il re venuto a conoscenza dei suoi poteri, lo prese con se, e quando Paolino gli confessò che era il Vescovo di Nola, il re non solo gli restituì la libertà, ma gli disse che poteva chiedere tutto quello che voleva. Paolino chiese la libertà di tutti i prigionieri nolani, e da qui che finisce la storia e parte la leggenda.

Gli abitanti di Nola, accolsero il Vescovo e gli schiavi liberati e organizzarono il corteo delle conserterie delle arti e dei mestieri, suddivisi nelle corporazioni chiamate: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto, e ognuno di loro portò con se un giglio (fiore) che donò a Paolino.

Oggi quei fiori sono sostituiti con gli obelischi di legno decorati che si sfidano lungo un percorso per le vie di Nola in una danza scenografica di altissimo impatto, con un maestro di festa che prima costruisce il Giglio, poi sceglie il Capo Paranza, che a sua volta guida e dirige questo gruppo di circa 200 persone per ogni obelisco che si dispongono a turno sui quattro lati in file parallele sollevando il giglio a spalla.

La domenica della Festa dei Gigli è il 30 giugno

La domenica della festa, quest’anno il 30 giugno 2019, inizia alle ore 9,00 con la celebrazione della S. Messa vicino ai Gigli. Qui il Vescovo, in processione con il busto del Santo ed i gonfaloni delle 8 confederazioni, benedice i Gigli, e dopo un breve discorso, rientra nel Duomo. Dopo pranzo, intorno alle 16,00, si da il via alla ballata dei Gigli.

Lungo il percorso si fanno varie soste per fare riposare, rifocillare e cambiare gli uomini “cullatori”. I Gigli volteggiano a 360° su se stessi, si spostano a destra e sinistra, sobbalzano, tutto sotto gli occhi vigili dei giudici di gara disseminati lungo il percorso. Non dimentichiamoci di dire che su questi Gigli “viaggiano” lungo il percorso sopra il Giglio almeno una ventina persone, tra cui un vero complesso con strumenti che cantano e ballano, (e fanno cantare e ballare tutti quelli che circondano il Giglio) per tutta la durata della Festa, che a volte si conclude anche verso le 10,00 del mattino del lunedì.