Fine del mondo per estinzione di massa: i segnali ci sono

La fine del mondo potrebbe arrivare a causa di un’estinzione di massa, a dirlo è una recente ricerca scientifica.

Secondo una ricerca pubblicata su Geology i segnali anticipatori di una prossima estinzione di massa sono già presenti e la fine del mondo, dunque,  potrebbe arrivare proprio in questo modo.

Perchè, ovviamente, un’estinzione di massa non arriva da un giorno all’altro, prima di arrivare ci sono dei segnali inconfondibili ma bisogna saperli cogliere.

Estinzione di massa del passato

La più grande estinzione di massa che si sia mai verificata è stata 252 milioni di anni fa e causò la scomparsa dell’81% delle specie marine e del 70% di quelle terrestri.

La più grande estinzione di massa fu terribile e distrusse le biodiversità a tal punto che la ripresa della vita sulla Terra fu molto lenta (impiegò circa 10 milioni di anni).

Anche se alcuni scienziati sostengono che l’estinzione avvenne di punto in bianco, la nuova ricerca, invece, sostiene che anche nel passato ci furono inequivocabili segnali che, purtroppo, inascoltati.

Secondo i ricercatori, che sono arrivati a questa teoria studiando i fossili, i segnali furono lanciati circa 700mila anni prima dell’estinzione di massa.

I segnali di oggi sull’estinzione

“Ci sono molte prove di un forte riscaldamento globale, dell’acidificazione degli oceani e della mancanza di ossigeno”, ha spiegato Wolfgang Kießling.

Vediamo quali sono i segnali che è possibile riscontrare oggi.

L’acidificazione degli oceani: l’aumento dell’acido carbonico nelle acque è del 30% rispetto alla metà del 700, la causa potrebbe essere ricercata nell’inquinamento del sistema marino che ha portato al cambiamento dell’ecosistema. “C’è una cosa però che ci differenzia dagli eventi del passato ed è l’estensione di questi fenomeni. Oggi, ad esempio, l’aumento di temperature è sicuramente inferiore rispetto a quello verificatosi 250 milioni di anni fa”, ha aggiunto il ricercatore.

La salute del mondo marino va peggiorando con il passare degli anni ed il menhaden atlantico, un tipo di pesce, si è ridotto del 15% negli ultimi 65 anni a causa del cambiamento climatico.

“L’estinzione di specie animali che vediamo in diversi habitat può essere attribuita all’influenza dell’uomo, che distrugge gli ambienti dove questa fauna vive, pesca o inquina – spiega l’autore dello studio -. Ma non è sempre così: la diminuzione di specie marine può essere chiaramente attribuita al cambiamento climatico. E dobbiamo prendere questi segnali molto seriamente”.

Patrizia Del Pidio

Sono attualmente direttrice responsabile della testata online Investireoggi.it e collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it.Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.